HARRY TI PRESENTO HERMIONE, NERA

«Un branco di razzisti», così J.K. Rowling ha risposto alle critiche sulla scelta di affidare il ruolo di Hermione Granger all’attrice di colore Noma Dumezweni nello spettacolo teatrale Harry Potter and the cursed child (Harry Potter e il bambino maledetto) le cui anteprime inizieranno il 7 giugno al Palace Theatre di Londra. Nell’anno di #OscarsSoWhite e dopo decenni di polemiche sull’eguaglianza etnica ancora discutiamo del colore della pelle quale discriminante culturale. Così la prescelta Noma Dumezweni ad alcuni non sembra adeguata a vestire i panni della maghetta di Hogwarts, solo perché l’attrice inglese originaria dello Swaziland non corrisponde alla Hermione dell’immaginario collettivo che ha le fattezze della bionda Emma Watson. 

In realtà, lo spettacolo ha venduto 175.000 biglietti in sole 24 ore, preannunciandosi come l’evento dell’anno. Inoltre, la scelta dell’attrice è stata apprezzata dalla maggior parte delle persone, eccetto quei pochi che forse non sanno che Noma Dumezweni ha vinto il Laurence Olivier Award per la miglior performance come non protagonista in A Raisin in the Sun, ha lavorato al Royal National Theatre nelle produzioni di President of an Empty RoomThe Hour We Knew Nothing Of Each Other e con la Royal Shakespeare Company per Breakfast with Mugabe, Antony and Cleopatra e Much Ado About Nothing. J.K. Rowling assicura che l’attrice è stata scelta per il suo talento. L’autrice, inoltre, aveva dichiarato fin dall’inizio di non aver mai specificato nei libri della saga l’etnia di Hermione. Ora però sull’onda delle polemiche nate dopo la pubblicazione delle foto del cast, la scrittrice in un’intervista all’Observer non ha usato mezzi termini: «Un branco di razzisti mi ha detto che, visto che Hermione è “sbiancata”» cioè ha perso colore dopo uno shock «non può che essere una donna bianca. Una cosa che io ho molta difficoltà a capire. Ma ho deciso di non agitarmi troppo e di ribadire con fermezza che Hermione può essere una donna di colore con la mia assoluta benedizione e tutto il mio entusiasmo». 

Con la Rowling si è schierato anche il regista dello spettacolo John Tiffany: «È  scioccante constatare come le gente non riesca a vedere una persona non bianca nei panni dell’eroina di una storia». Harry Potter and the cursed child, diviso in due parti, è stato scritto da Jack Thorne partendo dal racconto originale di J.K. Rowling. Il creatore dello spettacolo però non ha rivelato molto della trama, ma quel che è sicuro è che la storia riparte diciannove anni dopo la conclusione dell’ultimo libro. Accanto alla tanto discussa Noma Dumezweni, Paul Thornley sarà Ron Weasley, Jamie Parker vestirà i panni di Harry, Sam Clemmett quelli dell’adolescente Albus e Poppy Miller interpreterà Ginny. La saga del mago di Hogwarts continua dunque a essere raccontata attraverso altre voci e altri linguaggi, ma Harry Potter non ha mai abbandonato sua madre. «Il fatto che abbia smesso di scriverne non vuol dire che la mia immaginazione si sia fermata» ha detto J.K. Rowling. «È come partecipare a una gara molto lunga. Non ti puoi fermare stremato al traguardo. Ho materiali, idee e temi e noi tre (alludendo a Tiffany e Thorne) abbiamo una storia». Le parole della scrittrice risuonano ambigue e quasi alludono a un ipotetico seguito della saga che ha accompagnato la crescita di tanti adolescenti tra bacchette magiche, pozioni segrete e oscure stregonerie. 

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