John Carpenter: i 5 film più iconici del maestro

Il regista anni '80 ci ha regalato dei film che hanno influenzato tantissimo il cinema a venire. Scopriamo quali.

Il 16 gennaio è il giorno del compleanno di John Carpenter, il regista ma anche sceneggiatore, compositore, attore, produttore e montatore. Visionario ma spesso criticato, per essere poi osannato a distanza di anni, John compie 73 anni.

In oltre quarant’anni di carriera, Carpenter ha lasciato un segno nel cinema fantastico americano come pochissimi altri: nella sua filmografia, quelli che non sono capolavori sono comunque dei cult.

Ecco qui di seguito quelli che secondo noi sono i suoi 5 film, forse non più belli, ma sicuramente i più iconici:

Halloween (1978)

Uno dei film horror che più hanno influenzato l’immaginario collettivo: l’assassino con la maschera ed il coltello, la notte delle streghe. Un killer mascherato che non parla, non si muove con scioltezza: è la rappresentazione totale del male. Imprescindibile punto di riferimento per tutti i fan dell’orrore. Con i pochi mezzi a disposizione (solo 325 mila dollari di budget), Carpenter riafferma uno dei suoi concetti fondamentali: è l’idea che vince. Da segnalare un’esordiente Jamie Lee Curtis.

1997 – Fuga da New York (1981)

il regista qui distrugge la città simbolo del mondo occidentale, realizzando un vero e proprio caposaldo dell’action fantascientifico. Con delle sfumature western e punk, il film presenta al mondo Jena Plissken, personaggio iconico di Kurt Russell. Un viaggio nelle viscere di una metropoli distrutta. Iconico, con una colonna sonora suggestiva composta (ovviamente) da Carpenter. Da segnalare anche il seguito “Fuga da Los Angeles”, meno dark, più leggero, ma con un finale indimenticabile.

La Cosa (1982)

Una spedizione al Polo Sud si complica a causa di un misterioso alieno parassita. Remake di La cosa da un altro mondo (1951), si tratta di un horror dai chiari riferimenti lovecraftiani, ingiustamente massacrato all’epoca che ha trovato poi nel tempo i giusti meriti. Uno schema che nel cinema poi verrà riproposto spesso in maniera simile: The Hateful Eight di Tarantino, per dirne uno recente. Thriller, inquietante, splatter, angosciante e claustrofobico, con Kurt Russell e colonna sonora di Ennio Morricone. Cosa vogliamo di più?

Grosso guaio a Chinatown (1986)

Forse il film più conosciuto di Carpenter. Azione e fantascienza si uniscono in questa avventura totalmente anni ’80, con una forte dose di humor e fantasy a seguire. Sempre con Kurt Russell, il film si svolge a Chinatown, dove l’America moderna si incontra e scontra con la mitologia cinese. Anche questo non fece grandi incassi, ma grazie alla diffusione televisiva, divenne un cult a tutti gli effetti. Il protagonista rappresenta perfettamente l’idea di antieroe: un personaggio tutto parole e poca sostanza, totalmente l’opposto di quel Jena Plissken. Carpenter dimostra ancora una volta di lanciare  nell’immaginario collettivo delle visioni talmente forti da fare scuola ad ogni forma d’intrattenimento successiva, dai videogiochi ai fumetti.

Essi Vivono (1988)

È forse il film più politico di Carpenter, in quanto si tratta di una chiara critica all’ideologia capitalista e consumista insita nella società degli Stati Uniti, messa in scena attraverso una popolazione aliena avente lo scopo di assoggettare la razza umana. Carpenter critica il consumismo, l’affannosa ricerca del benessere economico e la morte intellettuale che ne consegue. Non è invecchiato bene in alcune sequenze (lo scontro tra Roddy Piper e Keith David, per fare un esempio), ma l’idea è talmente forte da essere invece ancora attualissima.

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