CIAK BIZARRO! “ERASERHEAD – LA MENTE CHE CANCELLA”

Tra i film inseriti dai Catecumeni Yeeeuuuch nell’ “Albo d’Oro del Cinema Bizarro”, Eraserhead- La mente che cancella (1977) di David Lynch si contende da anni la postazione numero uno con Pink Flamingos di John Waters e The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman.

Il film di Lynch festeggia quest’anno il suo quarantennale, mantenendo inalterato il suo status di midnight-cult: perversamente grottesco, fiaba surreale, horror metafisico, conserva ancora oggi la forma del peggiore degli incubi. Girato in un polveroso bianco e nero, narra della vita grama di tal Henry Spencer, un tipografo, individuo bislacco dalla capigliatura a cespuglio, che divide un buio appartamento con la sua donna Mary X e un lamentoso poppante con il volto simile a quello di un caprettino scuoiato e il corpo a sacchetto avvolto in un bendaggio.

Lynch non ha mai voluto svelare con quali effetti riuscì a creare il piccolo mostro rendendolo tanto credibile, pur nella sua bizzarra forma fisica.  Impiegò cinque anni per realizzare il film.

In un crescendo di situazioni paradossali, l’abbandono di Mary e sogni malsani (tra cui l’apparizione di una donna-criceto con i capelli cotonati color platino e con le guance gonfie e butterate che vive in un termosifone e canta In Heaven), il protagonista sventra irrazionalmente il piccolo figlio-mostro e lo lascia morire. Un ultimo abbraccio con la donna-criceto e poi il nero delle tenebre oscura lo schermo.  Lo stesso regista definì il film come “un sogno di avvenimenti oscuri e pericolosi”.

Nel 2004 Eraserhead è stato dichiarato “culturalmente significativo” dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti e quindi selezionato per la conservazione dal National Film Registry.

Tra gli estimatori del film c’era anche Stanley Kubrick che, durante la lavorazione di Shining, amava proiettarlo di continuo per trasmettere inquietudine ai suoi attori. I dialoghi sono pochi e stranianti, le musiche e i rumori creano un tappeto acustico di sonorità che scavano nel subconscio dello spettatore.

Holy Socks, ma chi oggi oserebbe mettere in scena un’allucinazione tanto complessa e disturbante? Probabilmente neanche più lo stesso David Lynch, atteso per il 2017 con il suo “sequel” di Twin Peaks.

Marcello Garofalo

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