Gina Carano, star di ‘The Mandalorian’, licenziata dalla Lucasfilm

La casa di produzione fondata da George Lucas ha preso provvedimenti in seguito alla pubblicazione di alcuni post social ritenuti offensivi.

In seguito a dei controversi post pubblicati sui suoi profili social nella giornata di martedì, l’attrice Gina Carano è stata licenziata dalla Lucasfilm e dalla sua agenzia UTA. “Gina Carano al momento non è più impiegata alla Lucasfilm e non ci sono piani per lei in futuro”, ha detto un portavoce della Lucasfilm in una dichiarazione. “I suoi post sui social media che denigrano le persone sulla base delle loro identità culturali e religiose sono ripugnanti e inaccettabili”.

Il fatto

L’interprete di Cara Dune nella serie Disney “The Mandalorian” è finita al centro della polemica a causa di diversi post offensivi apparsi sulle sue storie di Instagram, tra cui uno in cui ha paragonato le attuali differenze politiche al trattamento degli ebrei nella Germania nazista. Gina Carano non era comunque nuova alle polemiche: più volte aveva pubblicato messaggi contro l’obbligo sociale a indossare la mascherina, oltre ad aver accennato a possibili brogli elettorali rispetto al voto presidenziale.

“Gli ebrei venivano picchiati per le strade, non dai soldati nazisti ma dai loro vicini… anche dai bambini. La storia è stata modificata, poiché la maggior parte delle persone oggi non si rende conto che per arrivare al punto in cui i soldati nazisti potevano facilmente radunare migliaia di ebrei, il governo ha prima fatto in modo che i loro stessi vicini li odiassero semplicemente perché erano ebrei. C’è differenza dall’odiare qualcuno per le sue opinioni politiche?” si legge nel post, al quale è stata aggiunta nelle IG stories una foto di una persona con diverse maschere di stoffa che coprivano l’intero viso e la testa. La didascalia diceva “Nel frattempo in California…”.

Entrambi i post sono stati in seguito rimossi, mentre sono rimaste altre frasi risonanti, come ad esempio “Jeff Epstein non si è ucciso” (Epstein è stato arrestato per abusi sessuali e traffico internazionale di minorenni ed è morto in prigione nell’agosto del 2019). Da allora ha iniziato a circolare su Twitter l’hashtag #FireGinaCarano, con molti utenti che hanno taggato Lucasfilm e la società madre Disney nei loro post. La casa di produzione fondata da George Lucas ha deciso, alla fine, di accogliere le proteste e prendere misure disciplinari nei confronti dell’attrice texana.

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