Ultimatum a Hollywood, con lo sciopero produzioni a rischio

Da lunedì potrebbero fermarsi oltre 60.000 appartenenti alla IATSE.

Hollywood minaccia lo sciopero

L’ultimatum scadrà lunedì. Quello il giorno stabilito dalla International Alliance of Theatrical Stage Employees (IATSE) per iniziare lo sciopero al quale potrebbero partecipare circa 60.000 professionisti di Hollywood e che potrebbe far fermare “efficacemente” le produzioni televisive e cinematografiche in corso in California e la “maggior parte” di quelle di New York.

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Questo a meno che non venga raggiunto un accordo con i produttori degli Studios, che impedirebbe di assistere al ripetersi di quanto accaduto l’ultima volta all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, quando i membri della Confederazione dei sindacati degli Studios interruppero le loro attività. Anche perché avremmo uno tra i più grandi scioperi mai visti nella storia di Hollywood, per dimensioni e portata, e la prima grande sollevazione dopo lo sciopero degli sceneggiatori del 2007-2008.

Sebbene lo IATSE rappresenti anche i lavoratori di altri settori come il teatro e i parchi a tema, solo i lavoratori del cinema e della televisione sono interessati dallo sciopero (che gli aventi diritto hanno approvato con il 98% di voti a favore). Ma non tutti vi parteciperebbero, dato che molti lavoratori sono soggetti ad accordi di categoria diversi, come quelli della pubblicità, delle produzioni con budget inferiore ai 15 milioni o degli show di HBO, Showtime, Starz e Cinemax.

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A incrociare le braccia, dunque, sarebbero soprattutto molti dei tecnici attivi dietro le quinte, come scenografi e direttori della fotografia, per i quali il sindacato dello IATSE sta cercando di ottenere migliori condizioni di lavoro. Soprattutto dopo anni di malcontento, giunto al culmine durante la pandemia e nel pieno del un boom della guerra dello streaming. Una iper produzione che non sembra corrispondere a un compenso proporzionato né un orario di lavoro definito e regolamentato (che a volte sembra esser arrivato a 17 ore al giorno).

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Per questo il presidente della IATSE Matthew Loeb ha affermato che il sindacato continuerà i negoziati con l’Alliance of Motion Picture and Television Producers (AMPTP), ma “il ritmo della contrattazione non riflette alcun senso di urgenza” e l’ultimatum posto corrisponde all’esigenza di non “continuare a parlare in eterno”.

La risposta di Jarryd Gonzales, portavoce dell’AMPTP interpellato da Forbes è stata che “gli Studios continueranno a negoziare in buona fede nel tentativo di raggiungere un accordo per un nuovo contratto che manterrà l’industria in funzione”, osservando che ci sono ancora “cinque interi giorni” prima della data di lunedì 18 ottobre.

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