UNA NOTTE AL MUSEO 3 – IL SEGRETO DEL FARAONE

Night at the Museum: Secret of the Tomb Usa, 2014 Regia Shawn Levy Interpreti Ben Stiller, Robin Williams, Owen Wilson Sceneggiatura David Guion, Michael Handelman Produzione Chris Columbus, Shawn Levy Distribuzione Fox Durata 1h e 37′

In sala dal

28 gennaio

La maledetta (o benedetta, a seconda dei punti di vista) tavola di Ahkmenrah si sta scaricando e a soffrirne sono i celebri personaggi del museo di scienze naturali di New York sul punto di perdere la loro incredibile, straordinaria facoltà. Il loro amico e custode (ex) Larry Daley indaga e scopre che per riattivare il sortilegio e rivitalizzare la banda dovrà addirittura volare a Londra, al British Museum. Con un commando ben selezionato di eroi (da Roosevelt a Octavius, Jedediah e altri) si catapulta così nella città del Tamigi, dove ad attenderlo ci saranno altri personaggi e altre disavventure.

Il tre non porta benissimo alle serie comiche, basti pensare ad Amici miei o a Una notte da leoni, tutte un po’ con quell’aria cimiteriale da fine festa e semi trasloco. E anche il capitolo conclusivo della trilogia diretta da Shawn Levy (indefessa carriera in rosa, 33 titoli, con Real Steel come apice artistico) conferma la regola e non brilla, impregnato di quella insopprimibile malinconia dell’obbligo contrattuale acchiappasoldi, oltretutto acuita in post produzione dalla scomparsa di Robin Williams e Mickey Rooney (qui in apparizione cameo). La sceneggiatura è forzata, alla ricerca della trovata che poi spesso è stanco riciclo e i personaggi vanno e vengono dalla scena, nell’artificiosità di un copione che prevede nomi celebri per ruoli tutto sommato marginali (Owen Wilson, Steve Coogan, Ricky Gervais, Ben Kingsley, Rebel Wilson – ma perché alle signorine sovrappeso Hollywood assegna sempre battute triviali e una vitalità da sovraeccitabili? – più Hugh Jackman che simpaticamente recita se stesso a teatro), mentre Ben Stiller si sdoppia nei panni di un sedicente antenato neanderthaliano cui riserva scampoli del suo umorismo altrove acuminato e intelligentemente demenziale.

Massimo Lastrucci

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