Mission: Impossible, le riprese “sono un incubo” per la troupe a causa di Tom Cruise e il Covid

Il set di Mission Impossible 7 si è spostato negli Emirati Arabi, dove il morale sembra essere sempre più a terra

Mission Impossible di nome e di fatto. A quanto pare, le riprese del settimo e ultimo capitolo del celebre franchise cinematografico si stanno rivelando le più difficili di sempre, contraddistinte da tanto malumore e nervosismo.

Da quando la produzione si è spostata dal Regno Unito agli Emirati Arabi, è cresciuta la preoccupazione tra i membri della troupe, spaventati dall’eventualità di non poter far ritorno a casa in seguito alla sospensione di tutti i voli indetta dal Governo. A soffrire di più per la situazione sarebbe soprattutto il personale più giovane, retribuito con stipendi inferiori. Oltre a ciò, l’atteggiamento di Tom Cruise è stato definito “un incubo”, a causa della sua ossessione nel voler portare a termine il film.

“Sembra che tutto sia contro di noi in questo momento e il morale è davvero giù” – ha confessato una fonte al The Sun. “Molti di noi vorrebbero limitare i danni e lasciare le cose per un po’, per poi riprendere quando possiamo. Ma Tom è completamente ossessionato dal finire e niente lo fermerà. È la persona più determinata di questo mondo. È impressionante, ma è un incubo.

Che gli animi non siano particolarmente sereni e Cruise sia particolarmente attaccato alla riuscita del film è cosa ben nota. Lo scorso dicembre, la sua accesa sfuriata ai danni di due membri della troupe che non stavano rispettando le misure di sicurezza anti Covid è risuonata in tutto il mondo, facendo il giro del web. Per spezzare una lancia a suo favore, c’è da dire che Mission Impossible 7 è stato colpito da gravi ritardi fin dall’inizio della produzione, bloccata quasi subito dal dilagare della pandemia. L’insistenza di Cruise nel voler portare a casa il film appare del tutto comprensibile.

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