ELEZIONI USA: TUTTI PAZZI PER I PRESIDENTI, ANCHE SULLO SCHERMO

Il cinema, e più che mai la tv, specie dopo House of Cards e Scandal, coltivano la passione per i presidenti americani e gli intrighi di potere, ma adesso, alla vigilia delle presidenziali, è quasi una valanga. In attesa di vedere anche in Italia, dopo qualche tentennamento distribuivo, Elvis & Nixon, insolito incontro, realmente avvenuto, tra il presidente del Watergate (interpretato da Kevin Spacey, un habitué) e il leggendario King of Rock’n’roll (Michael Shannon) che aspirava a un ruolo nell’antidroga (!), ci attende una nutrita serie di stanze ovali e first lady cotonatissime.

A vincere in popolarità, dopo esser stato maltrattato in Selma, è Lyndon B. Johnson, che salì drammaticamente al potere dopo l’assassinio di John F. Kennedy a Dallas prestando giuramento da presidente sull’Air Force One che  riportava a casa la salma di Jack. Dopo aver trionfato a teatro con lo spettacolo originale, Bryan Cranston ha infatti interpretato e coprodotto per Hbo (in Italia sarà su Sky Atlantic) il tv movie All the Way, diretto da Jay Roach, sui primi anni della presidenza Johnson: recitazione istrionica per rendere il texano bevitore e spregiudicato, incurante della forma, ma astuto nella lotta politica. L’intento è quello di rivalutarne il ruolo di riformatore, perché fu Johnson, sotto la spinta di Luther King, a far passare integrazione e legge per i diritti civili in un periodo, il ’64, cruciale per la lotta antisegregazionista. La sua First Lady, passata alla storia come Lady Bird, è interpretata dalla bravissima Melissa Leo, svaporata al punto giusto anche se un po’ troppo sacrificata dal ruolo di vestale.

La riscoperta del presidente che innovò la politica sanitaria e lanciò la “guerra contro la povertà”, ma viene ricordato solo per l’escalation in Vietnam, prosegue con il film LBJ di Rob Reiner, l’ imprevedibile  Woody Harrelson nei panni dell’inquilino della Casa Bianca e la diabolica  Jennifer Jason Leigh con la cotonatura d’ordinanza di Lady Bird. Tra tragedia e trasformazione sociali, documenti d’epoca e look Sixties  sullo sfondo della Casa Bianca, il political drama non smette di appassionare autori e interpreti. Fra i film più attesi Jackie, i quattro giorni dopo l’omicidio Kennedy visti attraverso gli occhi della vedova. Lo gira Pablo Larrain, uno dei grandi registi del momento, produce quel pazzo di Darren Aronofski e lei, minuta nel raggiante tailleur rosa diventato simbolo di tragedia, è Natalie Portman. 

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