REAL VS. ATLETICO FACCE DA CINEMA

Abbiamo preso cinque protagonisti della finale di Champions League a San Siro di sabato 28 maggio tra Real Madrid e Atletico Madrid e abbiamo giocato, immaginandoceli attori in cinque popolari pellicole cinematografiche. Perché spesso i colpi di scena del calcio assomigliano tanto a quelli di un film.

1. CRISTIANO RONALDO: C’ERA UNA VOLTA IL WEST

Non ci sono dubbi che la colonna sonora perfetta per il portoghese sarebbe firmata da Ennio Morricone e la regia da Sergio Leone. Basta ammirarne la postura prima di tirare un calcio di punizione: è come trovarsi di fronte al Clint Eastwood di Il buono, il brutto, il cattivo o al Charles Bronson di C’era una volta il west. Cristiano è l’uomo che dal nulla può decidere le sorti dell’incontro: un cavaliere solitario pronto a combattere gli spietati colchoneros guidati dal condottiero Diego Pablo Simeone.

2. GARETH BALE: IL SIGNORE DEGLI ANELLI

La freccia venuta dal Galles, l’elfo acquistato dal Tottenham per cento milioni di euro per far tornare la “compagnia” dei blancos sul tetto d’Europa e del Mondo. Due anni fa costrinse i nemici alla resa nei tempi supplementari, sabato sera a San Siro vedremo se riuscirà a sfuggire alle due torri difensive dell’Atletico, Godin e Gimenez, e a infilare la palla in rete o a servirla per il ritorno del re Cristiano. La sua somiglianza con il Legolas di Orlando Bloom è lampante: Gareth sarebbe il protagonista ideale di un blockbuster fantasy.

3. KEYLOR NAVAS: AMORES PERROS

Il portiere costaricano che ha spedito in pre-pensionamento la bandiera madrilena Iker Casillas, facendo piazza pulita di sentimentalismo e retorica buonista. Perfetto per uno script di Guillermo Arriaga, tra casi del destino e combattimenti clandestini di cani: dalle parti di Keylor si ringhia, non si passa. Duro e indipendente come un esordio messicano premiato al Sundance: tanta gavetta, dal Saprissa di San José al Levante, passando per l’Albacete. E ora, il palcoscenico più importante: la finale di Champions League.

4. ANTOINE GRIEZMANN: LA MALA EDUCACION

Il monello, la mina vagante, il genio e la follia di una squadra fisica e compatta come l’Atletico di Simeone. Un tifoso d’eccezione dei colchoneros come Pedro Almodóvar se ne sarà già innamorato e magari lo scritturerebbe per un suo film, ma Antoine non è un amante passeggero: la pelle che abita è rojiblanca. E la legge del desiderio costringe i tifosi a un labirinto di passioni, divisi tra lo sregolato Griezmann e gli altri ragazzi del mucchio. Con l’augurio di portare insieme il Real e Zinedine Zidane sull’orlo di una crisi di nervi.

5. FERNANDO TORRES: LE PAGINE DELLA NOSTRA VITA

El Niño, el hombre del pueblo. Trentadue anni, ma con quei lineamenti gentili da eterno adolescente lo vedremmo bene come l’eroe di un film della Disney o di un libro di Nicholas Sparks. Preparate i fazzoletti, qui si piange: vederlo alzare la Champions a San Siro, in uno stadio dove nel Milan ha fallito, con la maglia della sua squadra del cuore e acclamato da quei tifosi che lo hanno sempre sostenuto anche nei momenti di difficoltà sarebbe un lieto fine da Oscar per la miglior sceneggiatura. Tra Frank Capra e Ryan Gosling.

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