“REMOTTI DI CARTA”: IN MOSTRA I DISEGNI DELL’ARTISTA E ATTORE REMO REMOTTI

Da oggi il Macro di Roma celebra il poliedrico Remo Remotti, artista, cantautore, scrittore e attore per Moretti e i Taviani, nella veste inedita di fumettista

Remo Remotti e Nanni Moretti
Remo Remotti e Nanni Moretti

Remo Remotti, scomparso a 90 anni nel giugno scorso, è stato un artista unico, perché infinitamente multiplo. Nella sua lunga vita infatti ha fatto il pittore e lo scultore, l’attore di cinema, teatro e televisione, lo scrittore e il drammaturgo, il cantautore politico e il sarcastico umorista. Borghese d’origine con tanto di laurea in legge, eternamente ribelle e anticonvenzionale, romano per destino e per spirito (alla sua città ha dedicato un’indimenticabile invettiva, colma di disprezzo e d’amore: Roma addio), a vent’anni è andato a studiare arte in Perù, a quaranta ha fatto il Sessantotto a Berlino, poi ha esposto in musei e gallerie, scritto libri per Einaudi, composto poesie/performance con lo spirito irriverente di un moderno Belli, a metà anni ’70 ha cominciato a recitare con Bellocchio (Il gabbiano), poi ha lavorato coi Taviani, Scola, Loy, più volte con Moretti (indimenticabile il suo Freud con gigantesco complesso d’Edipo di Sogni d’oro), compare anche nel terzo Padrino di Coppola e nel film romano di Allen. Ora il Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma di via Nizza 138 offre la preziosa occasione di scoprire l’ennesima anima di questo vulcanico artista grazie alla mostra Remotti di carta, che si inaugura giovedì 18 febbraio e resterà aperta fino al 30 marzo. Curata dal critico d’arte Gianluca Marziani e allestita grazie all’amorevole collaborazione della figlia Federica, la mostra è interamente dedicata al Remotti fumettista, un vero e proprio viaggio tra le carte, i disegni, le storie disegnate e gli appunti dell’artista. La mostra si concentra in particolare su tre “cicli a fumetti”, profondamente connessi alla sua storia artistica: Viaggio in Perù, legata all’esperienza sudamericana, Remoti a fumetti, frammenti di un’autobiografia disegnata, e Manco li cani, con cani umanizzati che “fanno politica” con lo spirito di vecchi trasteverini. È una bella occasione per rendere omaggio ad un uomo che ha fatto della sua vita arte e che dell’arte ha fatto libertà, ricerca e rivoluzione.

Remotti di carta

Al Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma

Dal 18 febbraio al 30 marzo

Stefano Lusardi

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