A Pineta arriva il Covid – Intervista a Stefano Fresi, Lucia Mascino ed Enrica Guidi

I delitti del BarLume tornano con due nuovi episodi l'11 e 18 gennaio 2021. Viviani, Battaglia e la Fusco alle prese (anche) col Covid.

«Da una minchiatella di virus, una normale influenza» (per citare le parole del Capo della Polizia della serie Tassone) alla quarantena, alle convivenze forzate fra le mura domestiche e agli incontri (o alle partite di carte) online. Il Covid-19 è arrivato anche a Pineta (luogo immaginario ma ambientato a Marciana Marina, sull’Isola d’Elba) e mette a dura prova anche il BarLume e i suoi personaggi. Che tornano, a quello che definiscono «un vero paradiso», per l’ottavo ciclo degli episodi de I delitti del BarLume. L’11 e il 18 gennaio 2021 in prima tv su Sky Cinema e in streaming su NOW TV (anche on demand) andranno in onda due nuove storie della produzione Sky Original, coprodotta con Palomar, che negli anni ha conquistato il pubblico con i suoi casi da risolvere e la sua simpatia.

Nei due nuovi capitoli, Mare forza quattro e Tana liberi tutti, come sempre ispirati al mondo dei romanzi di Marco Malvaldi e scritti da Roan Johnson (che è anche il regista), Davide Lantieri, Ottavia Madeddu e Carlotta Massimi, due nuovi misteri (la salma di un pescatore apparsa nelle acque davanti al locale e la scomparsa di un’amica del gruppo) scuotono la quotidianità della cittadina, anche se il vero nemico, questa volta, sembra il Covid-19, nel primo episodio solo accennato e ancora lontano, nel secondo ormai inserito nella realtà.

E così i personaggi, che hanno reso famoso il BarLume, devono adattarsi, benché la scanzonata discordia della produzione e «il loro essere antieroi molto simpatici – rivela
Lucia Mascino/Commissario Fusconon vengano meno». Vedremo allora Massimo Viviani (Filippo Timi) costretto a una convivenza forzata (e molto nervosa) con “la Tizi” (Enrica Guidi), mentre Beppe Battaglia (Stefano Fresi) e Paolo Pasquali (Corrado Guzzanti), grazie a un’idea di quest’ultimo, si troveranno a passare il lockdown in una bella villa con giardino.

Lucia Mascino e Stefano Fresi: «Un atto di coraggio non tirarsi indietro»

Un’avventura nell’avventura, che racconta Stefano Fresi, ha messo a dura prova la sua stessa recitazione: «Lavorare con Guzzanti è faticosissimo – scherza -. Ho collaborato con tanti bravi attori ma lui va un po’ oltre, è davvero geniale. Con uno così smetti di lavorare e fai lo spettatore. È esilarante, ha dei guizzi pazzeschi. Quando improvvisa, per non ridere, ci vuole tutto il mestiere del mondo».
E se Battaglia e Pasquali fanno coppia fissa, il Commissario Fusco, «a causa di Tassone, che prende sotto gamba la situazione – anticipa Lucia Mascino che le dà volto, voce e bellezza – sarà costretta alla quarantena forzata». Un po’ come, per precauzione, si trovano a fare “i bimbi”, Pilade (Atos Davini), Gino (Marcello Marzial), Aldo (Massimo Paganelli) ed Emo (Alessandro Benvenuti), che ora si riuniscono, non più ai tavolini del BarLume, ma online.

«Le puntate erano già state scritte – spiega Mascino -, poi c’è stato quello che c’è stato quindi sono state riscritte, includendo, con estremo tatto, l’emergenza sanitaria». Concorda Fresi che ricorda come la serie «cerchi di sdrammatizzare la situazione».
«È importante farlo – aggiunge – perché la vita continua. Si è cercato di cogliere, in una realtà sicuramente tragica e faticosa, il lato positivo, a volte buffo. In fondo è il compito della commedia: raccontare quello che vive il Paese. Non ci siamo tirati indietro e, io credo, sia stato un bell’atto di coraggio». A un atto di coraggio, e a un enorme sforzo di resilienza, è chiamato, in questo momento, anche il settore del cinema.

«Davanti alle sale e ai teatri chiusi provo un dispiacere enorme – confessa Mascino -. Capisco la necessità ma mi manca tantissimo andare al cinema e a teatro, più come spettatrice che come attrice. Sono davvero dispiaciuta perché il problema non viene preso in considerazione, se ne parla poco, non si capisce il danno e si sottovaluta. I set possono, fortunatamente, continuare con protocolli rigidissimi, ma il cinema non si accende e spegne con un interruttore, richiede una lunga programmazione. Il rischio, inoltre, è che gli spettatori perdano l’abitudine di andare in sala».

E Fresi aggiunge: «Il problema è che c’è un’intera categoria bloccata. Non tutti gli attori possono lavorare tanto, non tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo godono della vita economica degli attori di primo piano. Inoltre si ferma anche l’indotto che ruota attorno alle sale cinematografiche. Si parla di intere famiglie che dipendono da questo lavoro. È un danno enorme».

Enrica Guidi: «Che festa girare dopo il lockdown con vista mare»

Enrica Guidi, Tiziana in BarLume sin dai primi episodi, è l’attrice più giovane ma anche la più “anziana” del gruppo. «Ritrovarsi ogni anno all’Elba sul set del BarLume è quasi come tornare in famiglia. Quest’anno, poi, dopo il primo lockdown, è stato speciale».

Enrica Guidi è nel cast della saga dal primo episodio, nel ruolo della bella e determinata Tiziana, che fa sognare e dannare la piccola comunità di Pineta e soprattutto il “barrista” Filippo Timi. «Ho debuttato come attrice dopo la laurea proprio nel BarLume – racconta – ovvio che sia un po’ come il primo amore. Quest’anno abbiamo girato in giugno, tra mille cautele, test, tamponi. Ma ritrovarsi al sole con il mare davanti e una vita sociale che riprendeva, è stato tonificante. Poter interagire con gli altri, osservarli, è importante. È vita».

Sul set non c’erano i “vecchietti terribili” («li chiamiamo i bimbi»), per proteggersi dal Covid. «Avevano già girato. Li sentivamo ogni giorno. Il produttore, Carlo Degli Esposti, ci ha fatto la sorpresa di farli venire a girare una scena di gruppo, tra mille precauzioni. Emozionante».

Guidi ormai è richiesta in film e serie tv. L’ultimo lavoro è stato in Lasciarsi un giorno a Roma, di e con Edoardo Leo: «Ho una piccola parte. Girare con lui è stata una bella esperienza: è bravo a dirigerti, rispettoso, sa ciò che vuole. Sul set si respira una bella atmosfera». La attendono un film in febbraio e altri progetti. «Ma prima andrò a trovare la mia famiglia in Toscana. L’unico aspetto positivo del Covid è che ti ricorda cosa conta davvero».

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