Addio Milva, la pantera di Goro che amava il cinema

Ci lascia una colonna della musica italiana, da sempre molto presente anche sugli schermi

Addio Milva
Addio Milva

Aveva festeggiato i suoi 80 anni nel 2019, Milva Ilva Biolcati si è spenta oggi nella sua casa di via Serbelloni a Milano. Cantante tra le più amate e dalla carriera longeva, Milva si era allontanata da tempo dalle scene calcate per oltre cinquant’anni. Da sempre molto attiva in televisione e a teatro, la Pantera di Goro – come era conosciuta l’artista – ci ha lasciato anche una serie di apparizioni cinematografiche.

Nella sua filmografia, l’esordio risale al 1962, nel La bellezza di Ippolita di Giancarlo Zagni con Gina Lollobrigida. Nello stesso anno, però, apparve anche Appuntamento in Riviera di Mario Mattoli e nel Canzoni a tempo di twist di Stefano Canzio, musicarello che cavalcava la moda del momento e nel quale si era trovata a lavorare con Gino Bramieri, Memmo Carotenuto, Peppino Di Capri e Betty Curtis (con la quale si scontrò sul palco di Sanremo).

Il solo D’amore si muore di Carlo Carunchio (1972) la distolse dai suoi impegni principali – soprattutto all’estero – negli anni ’70, ma fu nel decennio successivo che decise di dedicarsi maggiormente al cinema. Via degli specchi di Giovanna Gagliardo (1982), Mon beau-frère a tué ma soeur di Jacques Rouffio (1986), Wherever You Are… di Krzysztof Zanussi (1988) e Prisonnières di Charlotte Silvera (1988) anticiparono il Amaurose di Dieter Funk (1991) e la sua ultima interpretazione sul grande schermo, quella del 1995, agli ordini di Carlo Lizzani, nel film Celluloide.

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Nata a Goro, in provincia di Ferrara, il 17 luglio 1939 e da lì trasferitasi a Bologna per studiare canto ed esibirsi nei locali notturni (sotto il nome di Sabrina). Notata nel 1959, nel 1961 calcò per la prima – delle diciassette totali – il palco di Sanremo. La passione per il teatro, dove lavorò anche al fianco di Gino Bramieri e Giorgio Strehler, la portò a interpretare varie colonne sonore per spettacoli teatrali.

Insignita di onorificenze come dalla Repubblica Italiana (Commendatore dell’Ordine al Merito), francese (Ufficiale dell’Ordre des Arts et des Lettres e Cavaliere dell’Ordine della Legion d’onore) e tedesca (Croce al Merito di I classe dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania), l’artista era sempre stata per tutti ‘La Rossa’.

“Non rimpiango nemmeno un’ora”, disse parlando della sua vita. E della vecchiaia, per lei un’occasione di avere “più tempo per ricreare equilibri, fare valutazioni, assaporare il vissuto, arrivare a una saggezza”. Tra le tante rilasciate nella sua carriera, ci valga questa come ultima dichiarazione: “Credo sia veramente il momento di dire basta, quello che ho dato ho dato, per ora non desidero altro”.

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