Chazelle, Sergio Castellitto e Barbara Ronchi premiati da Ciak, tutte le foto della serata

Ecco il resoconto, pubblicato su Ciak di ottobre, della serata super esclusiva del nostro mensile al Gritti di Venezia con Cartier e Ploom e tanti ospiti del mondo del cinema, della moda, dell’industry e della comunicazione 

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Non la consueta festa in una location del Lido, ma un “saluto alla Mostra” in una cornice mozzafiato, la terrazza dell’Hotel Gritti, a Venezia, sospesa sul Canal Grande, all’insegna dell’eleganza e degli ospiti più esclusivi, realizzata con la collaborazione di Cartier e di Ploom. È stata questa la forma scelta quest’anno dal nostro mensile per celebrare la Mostra del Cinema di Venezia, arricchendo il saluto con la consegna di tre Ciak d’oro ad altrettanti protagonisti assoluti del cinema italiano e internazionale. Tra questi ultimi, l’ospite più atteso è stato senza dubbio Damien Chazelle, chiamato eccezionalmente a lasciare i lavori della giuria del Concorso di Venezia 80, di cui è stato il presidente, per ricevere il Ciak d’oro del Cinema internazionale 2023 per la regia di Babylon, vincitore, la scorsa primavera della sezione Film Cult e d’autore secondo il giudizio dei lettori di Ciak, che hanno votato (in circa centomila!) sul sito ciakmagazine.it (nel complesso i voti raccolti nelle tre fasi dei Ciak d’oro del pubblico, dedicate anche al Cinema italiano e alle Serie tv hanno raggiunto il milione!). A Sergio Castellitto è andato il Ciak d’oro Classic, assegnato ogni tre anni a un mattatore del cinema dal lungo percorso artistico, per il complesso della sua carriera e per le ultime, strepitose interpretazioni in film come Il Cattivo poeta (vincitore del Ciak d’oro 2021 come Miglior film diretto da un esordiente, Gianluca Jodice), o il Dante di Pupi Avati, senza dimenticare l’interpretazione di Carlo Alberto Dalla Chiesa nella miniserie di Raiuno Il nostro generale e quella, applauditissima e in concorso al Lido, in Enea accanto al figlio regista Pietro Castellitto

A Barbara Ronchi è infine andato il Ciak d’oro Cult – Colpo di Fulmine per l’intensità con cui ha interpretato il ruolo di Marianna Mortara nell’ultimo capolavoro di Marco Bellocchio, Rapito, presentato al Festival di Cannes, culmine di una carriera all’insegna del cinema d’autore e dei premi prestigiosi. A premiare i vincitori con il direttore di Ciak Flavio Natalia, c’erano il senatore Lucia Borgonzoni, sottosegretario del Mic con delega sull’audiovisivo; Tiziana Rocca, organizzatrice dell’esclusiva serata e Paola Ferrari De Benedetti in rappresentanza di Visibilia Pubblicità. Ad Aurora Giovinazzo, giovanissimo talento ormai emerso del nostro cinema, il ruolo di madrina della serata, tra i protagonisti della quale non mancavano esponenti della grande serialiltà d’autore. E’ il caso di Darko Perić, l’Helsinki de La casa di carta (“L’hanno vista 600 milioni di persone nel mondo”, ha ricordato), impegnato in questi mesi nella realizzazione del suo primo film e per questo premiato da Tiziana Rocca con una esclusiva penna Monte Grappa. Tra gli invitati, top manager del cinema, attori, attrici, influencer, giornalisti e figure di riferimento della comunicazione. Sulla splendida terrazza Cartier del Gritti c’erano anche la modella Bar Rafaeli, gli attori Donatella Finocchiaro, Alejandro Nones, Beppe Convertini, Francesco Arca, i registi Giulio Base e Fausto Brizzi, la soubrette Soleil Sorge, i creator Daniele Giannazzo, Sarah Archer ed Eleonora Incardona. Lino Banfi si è intrattenuto con un po’ tutti gli ospiti, tra cui Laura Delli Colli, Presidente del Sngci e dei Nastri d’argento. A festeggiare Sergio Castellitto c’erano la moglie scrittrice Margareth Mazzantini e i figli Cesare, Maria e Anna (Pietro, in concorso appunto con Enea, ha preferito restare al Lido). Tra i top manager dell’industria audivisiva presenti, gli Ad di Cinecittà Nicola Maccanico e di Rai Cinema Paolo Del Brocco. Per tutti, la vista di Venezia di notte, dalla cupola di San Marco alla Giudecca, alla Punta della Dogana, tra cocktail, musica e chiacchiere, nell’eleganza assoluta di Cartier, e secondo lo stile di Ploom, che stringe sempre di più il legame con il mondo del cinema e lo stile e l’esclusività che lo caratterizza, in sintonia con un marchio attento anche a tecnologia e design. 

Con Chazelle anche il regista e sceneggiatore francese Jean Paul Salomè, componente della giuria della sezione Orizzonti. «Sto imparando l’italiano – ha detto Chazelle, intrattenutosi a lungo con gli altri ospiti, sempre con il Ciak d’oro in pugno – e adoro i vostri maestri del cinema, chissà che un giorno non possa girare in Italia». Anche lui, insomma, il più giovane vincitore di un Oscar alla regia, è rimasto stregato dall’eleganza del luogo e dell’atmosfera della serata esclusiva di Ciak realizzata grazie all’impegno di Cartier e di Ploom, e che ha trovato grande spazio, nelle ore e nei giorni successivi, sui giornali e nei tg delle principali reti italiane, dal Tg1 a Sky Tg24

 

E Cartier e la Biennale premiano Wes Anderson

 È andato Wes Anderson, il regista, sceneggiatore e produttore di The French Dispatch, Grand Budapest Hotel, I Tenenbaum, il premio Cartier Glory to the Filmmaker dell’80. Mostra di Venezia, attribuito ogni anno a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo.

Anderson è stato premiato l’1 settembre nella Sala Grande della Mostra da Cyrille Vigneron, Presidente e Ad di Cartier International, presente il direttore della Mostra Alberto Barbera, prima della proiezione Fuori Concorso del suo nuovo lavoro, The Wonderful Story of Henry Sugar, con Ralph Fiennes, Benedict Cumberbatch, Dev Patel, Ben Kingsley e Richard Ayoade.