Alexander Payne e The Holdovers: «Un classico contemporaneo»

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HO_01648_R Director Alexander Payne and actor Dan Aid on the set of their film THE HOLDOVERS, a Focus Features release. Credit: Seacia Pavao / © 2023 FOCUS FEATURES LLC

Alexander Payne con The Holdovers offre a Paul Giamatti il ruolo della vita. Lo dimostrano i molti premi che sta portando a casa l’attore e la nomination pesanti, come quella ai BAFTA.

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Paul Hunham è un burbero professore in uno prestigioso liceo privato, costretto a rimanere nel campus durante la pausa natalizia per controllare gli studenti che non possono tornare a casa per le feste. Finirà con il rimanerne solo uno, Angus Tully, ragazzo intelligente ma complicato. Il terzo lato del triangolo è Mary Lamb, responsabile della mensa e donna segnata dalla perdita del figlio in Vietnam. Insieme supereranno Natale ed entreranno in un nuovo che riserverà per ognuno di loro grandi novità.

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A interpretare il professor Hunham è proprio Paul Giamatti, che aveva già lavorato con Alexander Payne in Sideways. A dargli man forte in questa commedia di formazione Da’Vine Joy Randolph (partner di Eddie Murphy in Dolemite is My Name) nel ruolo di Mary (in forte profumo di Oscar) e il giovane esordiente Dominic Sessa. Dirige il tutto Alexander Payne che abbiamo incontrato al BFI London Film Festival, in occasione dell’anteprima europea di The Holdovers.

Mr. Payne, lei ama il cinema classico e per la grande stagione degli anni Settanta.

Dirò un’ovvietà, ma essendo stato un adolescente in America negli anni Settanta quello è il cinema che mi ha formato e che per me, all’epoca, era commerciale. Ed è quello che ho sempre voluto fare. In più era da tempo che volevo raccontare una storia ambientata negli anni Settanta ma che sembrasse contemporanea. Per avallare ulteriormente ciò che dici, sì, amo fare cinema classico. Quando ero alla scuola di cinema molti miei colleghi veneravano Tarkovsky, Bergman e altri registi internazionali. A me piacevano Lubitsch, Wilder e Frank Capra.

The Holdovers è molto contemporaneo, a parte pochi elementi potrebbe essere ambientato ai giorni nostri.

Qualche giorno fa ho rivisto il film con Walter Murch, il montatore de La conversazione e Apocalypse Now, prima di iniziare a girare gli avevo chiesto alcuni consigli sul suono. Alla fine della proiezione mi ha detto che la cosa che fa capire maggiormente in che periodo siamo è il fatto che non ci sono abbracci, solo strette di mano.

Paul Giamatti merita la nomination all’Oscar per la sua interpretazione.

Sono d’accordo, ma potrei sembrare di parte. Paul è il mio spirito guida, vorrei che fosse stato il mio alter ego in molti dei miei film, sono terribilmente dispiaciuto che siamo riusciti a lavorare insieme solo due volte.

Come ha trovato Dominic Sessa? Ha un gran talento.

Con l’aiuto degli Dei, come sempre. È difficile trovare bravi attori giovani se vuoi realismo, sono tutti troppo pulitini e noiosi. Trovare il ragazzo giusto è nella maggior parte dei casi fortuna, Mike Mills ha trovato il giovane interprete di Cmon Cmon nella prima settimana di casting. Noi avevamo già visionato 800 video provini. Poi, perché si usa per cortesia, abbiamo contattato il professoro del dipartimento teatrale della scuola dove abbiamo girato. Dominic era lì, un vero studente liceale di quella scuola.

Sempre più spesso si vedono film complicatissimi in cui gli eventi vengono portati avanti sul nulla. Citava i suoi preferiti: L’appartamento di Billy Wilder è un film molto semplice, ed è probabilmente il film perfetto.

La formula della relatività del cinema per me è: a un uomo serve una bicicletta per lavorare, la bicicletta viene rubata, l’uomo cerca la bicicletta, non la trova, ruba una bicicletta. Questa è la perfezione. Eduardo De Filippo diceva “Chi cerca lo stile trova la morte, chi cerca la vita trova lo stile”. A cosa serve il cinema, a osservare te stesso e far vedere quanto sei intelligente o a guardare le persone e raccontare storie? Ecco, credo questa tendenza a guardare il proprio ombelico derivi da una mancanza di aspirazione nell’esplorare i misteri del cuore. So che può sembrare una risposta pretenziosa, ma sono abbastanza convinto che questa sia la ragione.