Madonna, i 60 anni di un fenomeno pop e il party a Marrakesh

Tutti la chiamano The Queen, e così si definisce lei stessa. Perché non c’è confronto: Madonna è da trent’anni la regina del pop e delle trendsetter, la prima vera “influencer” che dettava legge in fatto di stile quando i social network non erano neppure all’orizzonte. E il tempo non ha cambiato la sua indole anticonformista: il 16 agosto ha compiuto 60 anni e ha festeggiato per due giorni con n grande party a Marrakesh, in Marocco.

Dress code? Lo stile berbero, con un tradizionale costume amazigh, tipico delle antiche popolazioni berbere, rivisitato in chiave pop ovviamente. Al suo party nel cuore della medina, nel lussuoso riad di Vanessa Branson, sorella del magnate della Virgin Richard Branson, ha invitato una cinquantina di amici stretti. Ma solo lei si è concessa il permesso di diffondere sul suo profilo Instagram le foto del look scelto per la festa, commentato con una certa ironia: “Oggi mi metto una torta in testa… e per altri 2 giorni….”, seguito dalle emoticon della festa.

Madonna: il look per il suo party di compleanno:

E mentre aspettiamo che un’altra superstar, Lady Gaga, debutti sul grande schermo proprio alla Mostra del Cinema di Venezia in A Star is Born, Madonna resta la popstar che più ha contaminato il suo percorso con il cinema e la performance audiovisiva. A partire da un film quasi dimenticato, ma che ha fin da subito ha dimostrato il suo spirito non allineato: il thriller erotico L’oggetto del desiderio, del 1979, dove ancora compariva come Louise Ciccone. Poi sono arrivate le interpretazioni cult di Cercasi Susan disperatamente (1985) e Who’s That Girl (1987), che già giocavano col suo stato di nuova star della musica, il “girl power” movie sportivo Ragazze vincenti e il torbido Body of Evidence, col passaggio d’autore di Occhi di serpente di Abel Ferrara, l’exploit musical di Evita di Alan Parker, dove ha dato corpo e voce al personaggio mitico di Evita Peron, e il passo falso di Travolti dal destino, il remake del celebre film di Lina Wertmuller.

Evita

Il passaggio di Madonna alla regia con Sacro e profano, del 2008, e poi con W.E. – Edward e Wallis, del 2011, passato anche alla Mostra di Venezia, è stato prima accolto con sospetto, poi criticato, poi infine accettato per quello che è: un tassello del multiforme mosaico di una donna che ha provato a percorrere in libertà tutte le esperienze artistiche. Forse non resterà nella storia del cinema, ma in quella del costume è già entrata da un pezzo.

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