“LA REGOLA DEL GIOCO”: LA RECENSIONE!

Kill the Messenger USA, 2014 Regia Michael Cuesta Interpreti Jeremy Renner, Rosemarie DeWitt, Ray Liotta, Oliver Platt, Andy Garcia Distribuzione Bim Distribuzione Durata 1h e 51′

In sala dal 

18 giugno

1996: Gary Webb si trasferisce con la sua splendida famiglia a San José, in California, dove lavora come cronista per il modesto ma rispettato San José Mercury News. A caccia di scoop sul mondo della droga, viene contattato dalla compagna di un mercante di cocaina, che gli consegna del materiale top secret in cui viene esplicitamente riportata una diretta connessione tra i servizi segreti statunitensi e il traffico di stupefacenti dal Sud America. Gary, intenzionato a scoprire la verità che si cela dietro l’enorme quantità di coca tra le strade di Los Angeles, si mette sulle tracce dei narcotrafficanti e degli incravattati funzionari della CIA, riuscendo così a scrivere un esplosivo – ma pericoloso – reportage che scoperchia una terribile, nascosta verità.

Con La Regola del Gioco, il regista Michael Cuesta, scegliendo un bravissimo ed emozionale Jeremy Renner come attore protagonista (qui anche produttore), porta sul grande schermo la storia vera del Premio Pulitzer Gary Webb, raccontando la sua lotta a favore della parola e della verità, capace di riscrivere, per l’appunto, le regole di un gioco alquanto rischioso che si tiene pericolosamente in bilico tra le scelte da dover compiere. Il film, che intreccia il thriller politico, il dramma personale ma anche il taglio documentaristico e impreziosito da diverse partecipazioni importanti (Andy Garcia, Ray Liotta, Paz Vega, Tim Blake Nelson), (ri)porta a galla, con autocontrollo e fermezza, il profilo di un uomo sostanzialmente lasciato solo, dedito ai valori del giornalismo e impegnato a far da scudo alla sua famiglia, in un turbine di clamorose e scottanti dinamiche che, ancora oggi, fanno credere un po’ meno al tanto bramato American Dream. Un’opera quella di Cuesta che, nonostante l’oggettività, quasi a rispecchiare il carattere del personaggio, è piena di slanci ed empatia, portando gli spettatori a chiedersi quanto si è disposti a perdere oltrepassando il punto di non ritorno, in nome di qualcosa di più grande. E non è poco.

Damiano Panattoni

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