“L’INFINITA FABBRICA DEL DUOMO”: LA CLIP ESCLUSIVA!

Da oggi arriva in sala L’infinita fabbrica del Duomo, racconto poetico dell’operosità di secoli per la costruzione e il mantenimento della cattedrale di Milano: eccone un assaggio in esclusiva

Marmisti, carpentieri, muratori, fabbri, restauratori, orafi, ma anche uomini senza volto che ogni giorno lo tengono in vita: sono tante le persone che, da secoli, curano e fanno funzionare il Duomo di Milano. A raccontarli arriva oggi al cinema il documentario L’infinita fabbrica del Duomo di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, distribuito da Lab 80 film e già presentato all’ultimo Festival di Locarno.

L’estrazione della pietra dalla cava, il trasporto delle statue, il cantiere marmisti, l’archivio storico della Veneranda Fabbrica (l’ente che ha dato vita al Duomo), la cattedrale vista di notte: il film di D’Anolfi e Parenti mostra un Duomo sconosciuto, in cui l’eterna grandiosità del monumento vive grazie al continuo laborioso impegno di uomini piccoli e senza nome, che non vedranno mai il risultato finale del loro lavoro.

Ecco l’assaggio di tanti punti di vista inediti sul Duomo in esclusiva!

L’infinita fabbrica del Duomo è il primo atto della quadrilogia Spira Mirabilis dei due registi milanesi, un lavoro che affronta il concetto di immortalità attraverso gli elementi della natura: il film dedicato al Duomo rappresenta l’elemento della terra. Immagini di forte impatto, nessuna voce fuori campo e, al suo posto, le scritte delle citazioni tratte dai testi su Milano e sul Duomo di  Guido Lopez, Silvestro Severgnini e Carlo Ferrari da Passano: il film di D’Anolfi e Parenti è un’opera artistica, in cui il racconto del Duomo va ben oltre l’idea della cattedrale intesa come istituzione cittadina per addentrarsi nella suggestione del suo valore simbolico e sacrale.

Spiegano i registi: “Abbiamo voluto rappresentare la tensione verso l’infinito, inteso come immortalità. Il Duomo incarna una forma di architettura che forse oggi non esiste più: è stato progettato quando i monumenti si facevano perché durassero per sempre. È il soggetto stesso che ci ha chiesto che tipo di film fare, il Duomo è un’opera artistica e ha voluto essere raccontato così”.

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