Marlon Brando, a 100 anni dalla nascita la vita del selvaggio di Hollywood

Nel doc arte.tv, dal rifiuto dell'oscar al progetto in Polinesia

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Marlon Brando

Protagonista del poster e della retrospettiva del prossimo Torino Film Fest, insieme a Charlie Chaplin e Marilyn Monroe nella lista dei 100 personaggi più influenti del secolo, 100 anni fa nasceva Marlon Brando. E in occasione dell’importante centenario, la piattaforma di streaming europea arte.tv offre – gratuitamente – al pubblico uno sguardo diverso sul grande attore, capace di non ritirare l’Oscar nel 1973 per Il Padrino per denunciare il trattamento riservato ai nativi americani. Un impegno politico e ambientale che tornano in Il Paradiso di Marlon Brando, documentario che ripercorre la sua straordinaria carriera cinematografica, ma torna anche sulla decisione di acquistare Tetiaroa, in Polinesia Francese, con l’obiettivo di sviluppare un “laboratorio ecologico” per condurre ricerche e realizzare una riserva marina. Un piano ambizioso (che conobbe molti ostacoli) che svela gli altri aspetti inediti del leggendario volto di Hollywood.

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Fu nel 1966 che l’attore condivise con il mondo la sua grande passione per la scienza e l’attenzione nei confronti dell’ambiente acquistando l’atollo polinesiano, come si vede nel film che trovate di seguito, che racconta quel piano ambizioso (che conobbe molti ostacoli) e svela altri aspetti inediti del leggendario volto di Hollywood.

Il Paradiso di Marlon Brando

Talentoso, carismatico, indimenticabile. Marlon Brando, nato a Omaha (Nebraska) il 3 aprile 1924 e scomparso a Los Angeles il 1 luglio 2004, è entrato nella storia del cinema ed è stato ed è ancora oggi una fonte di ispirazione per molti colleghi e per le nuove generazioni di attori.

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Candidato otto volte al Premio Oscar, Brando portò a casa due statuette come migliore attore protagonista: la prima per Fronte del Porto (1954), di Elia Kazan, e la seconda per Il Padrino, di Coppola. E proprio in occasione degli Oscar del 1973 svelò al mondo uno dei suoi lati inediti, quello legato all’impegno politico per i diritti civili: per mostrare la sua vicinanza alla causa delle minoranze e, in particolare, dei nativi americani, non ritirò la sua seconda statuetta, ma incaricò un’attrice e attivista di origine apache – la scomparsa Sacheen Littlefeather – di partecipare alla cerimonia e di tenere al suo posto un discorso di denuncia contro il trattamento riservato ai nativi americani.

Il Paradiso di Marlon Brando

Nel 1951, Marlon Brando raggiunse la fama grazie a Un tram che si chiama desiderio, con il quale portò sullo schermo un brutale e sensuale Stanley Kowalski, e da allora il suo volto è legato ai tanti personaggi interpretati dopo di lui ed entrati nell’immaginario collettivo. Da Johnny Strabler, capo di una banda di motociclisti ne Il Selvaggio (1953), fino al capomafia Don Vito Corleone ne Il Padrino (1972), Brando diede spessore ai suoi personaggi smorzando gli aspetti teatrali in favore della profondità psicologica: una novità per il cinema americano dell’epoca. Anche la sua presenza scenica fu oggetto di ammirazione: il contrasto, tra il fisico imponente e il volto quasi angelicato, fece di Marlon Brando il sex symbol di un’America stanca degli stereotipi e alla ricerca di nuovi modelli ai quali ispirarsi.