“SOUTHPAW – L’ULTIMA SFIDA”: LA RECENSIONE

id. Regia Antoine Fuqua Interpreti Jake Gyllenhaal, Forest Whitaker, Rachel McAdams, Oona Laurence, Naomie Harris Sceneggiatura Kurt Sutter Produzione Todd Black, Jason Blumenthal, Antoine Fuqua,Alan Riche, Peter Riche, Steve Tisch Distribuzione 01 Distribution Durata 2h e 4′

In sala dal 

2 settembre

La vita di Billy Hope, imbattuto campione mondiale dei mediomassimi, viene stravolta durante un litigio con un altro pugile. Un colpo di pistola accidentale raggiunge la moglie e la uccide. Come impazzito, Hope perde tutto: titolo, figlia e dignità. Per riconquistarli, l’uomo dovrà ricominciare da capo e ritrovare se stesso con l’aiuto di un tenace allenatore.

Il pugilato è certamente lo sport che funziona meglio al cinema: riunisce epica e combattimento, espiazione e purificazione. Gli ingredienti migliori per conquistare lo spettatore: molti dei più grandi attori si sono cimentati nel ruolo di pugili, da Paul Newman in Lassù qualcuno mi ama (1956) di Robert Wise a Robert De Niro in Toro scatenato (1980) di Martin Scorsese, per non parlare della eterna saga di Rocky con Stallone. Southpaw non sfugge a questa regola, anzi la conferma, raccontando una storia di riscatto particolarmente coinvolgente, anche se già vista ormai molte volte. È buona la frenetica regia di Antoine Fuqua, uno che viene dai video musicali e sa lavorare molto bene con la macchina da presa e i ritmi delle scene. Meno buoni invece i risultati della sceneggiatura, che non lesina su luoghi comuni e frasi intuibili prima ancora che vengano pronunciate. Come sempre i combattimenti, eccellenti dal punto di vista spettacolare, preferiscono il sangue e l’iperbole. È vero che Hope, essendo un mancino, ha più potenza rispetto a un destro, però è possibile solo al cinema che uno come lui, che all’inizio non sa cosa sia la difesa, sia rimasto imbattuto. Fatte le debite tare quindi, il film trova il punto decisivo per la terza stellina nelle convincenti performance di Jake Gyllenhaal, e del sempre bravo e sensibile Forest Withaker, un allenatore burbero, ma umanissimo che sarebbe piaciuto a Rocky. Buone notizie anche sul versante piccoli attori: commuove la piccola Oona Laurence nel ruolo della figlia di Billy. Ha tredici anni e si avvia a essere più di una promessa … Intanto ha già vinto un Tony onorario a teatro.

Valerio Guslandi

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