Transformers – Il risveglio, la recensione

Il franchise continua dopo il salto nel tempo di Bumblebee

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Transformers il risveglio

I bestiali Maximals e i Terrorcons sono le new entry di Transformers – Il risveglio (al cinema dal 7 giugno), settimo capitolo del franchise iniziato da Michael Bay nel 2007 che dopo l’ultimo Bumblebee continua a guardare al passato dello scontro infinito tra Autobots e Decepticons. Quello diretto da Steven Caple Jr. (Creed II) è l’ulteriore prequel di una saga dalla linea temporale molto ricca, che già sappiamo proseguirà con il Transformers One dell’anno prossimo, con Scarlett Johansson prima Autobot femminile e controparte del leggendario Optimus Prime.

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IL FATTO:

Dopo aver distrutto quello abitato dai Maximal, per permettere a Unicron di trovare nuovi mondi di cui nutrirsi, Scourge, i Terrorcons e un esercito di droni Predacon si mettono alla ricerca della chiave a cruvatura portata in salvo da Optimus Primal e i suoi amici per evitare che la sorte del loro toccasse anche ad altri pianeti della galassia. Ma è nella Brooklyn del 1994 che l’ex esperto di elettronica militare disoccupato Noah (Anthony Ramos) e la stagista del nuovo museo di Ellis Island Elena (Dominique Fishback) si trovano uniti dal destino che li porta al fianco di Mirage, Bumblebee, Optimus Prime, Arcee e gli altri Autobot.

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L’OPINIONE:

Tra il cubo primigenio con il quale si apriva il Transformers del 2007 allo sferico Unicron modello Galactus sono passati quindici anni, nei quali Bay & Co. hanno imparato a trasformare le debolezze dei primi film in un punto di forza, forse il principale di una saga che ormai ha imparato a sfruttare al meglio i robot protagonisti. Sempre più definiti, e identificabili, nonostante una moltiplicazione di soggetti e di fronti, finalmente funzionale alla narrazione, che da tempo sembra orientata a seguire questo o quel personaggio dimenticato della cosmogonia Hasbro, con una costante di fondo, quella dello scontro del Bene contro il Male. L’unione come risorsa, l’umiltà di riconoscere il buono negli altri, soprattutto nei più piccoli e meno considerati, e di saper riconoscere le lezioni che possono derivarne continua a informare la vicenda anche stavolta, anche con due protagonisti come Anthony Ramos e Dominique Fishback, molto più umani dei vari Shia LaBeouf o Marky Mark Wahlberg (citato espressamente proprio nella sua versione hip hop anni ’90), quasi didascalici nel loro essere spiantati, sfruttati e appartenenti a minoranze etniche.

Transformers il risveglio

Inutile pretendere che un prodotto del genere manchi di retorica, considerato quanto il concetto di franchise – e questo in particolare – nasce quasi con scopi promozionali. Ovviamente il riferimento è alla Hasbro, qui sempre più protagonista, anche potenzialmente dell’inatteso crossover suggerito dal finale, che rimanda al prossimo  Transformer One – ancora poco promosso e decantato, ma fondamentale – che diventa il prossimo orizzonte da tenere d’occhio, trattandosi di una saga prequel e in quanto tale obbligata a ricongiungersi con quella principale, cronologicamente successiva a questa. Un dato imprescindibile, anche nel giudizio complessivo, positivo quanto a capacità di intrattenimento, meno per quel che riguarda la solidità e la credibilità di una scrittura troppo spesso dipendente dalla sospensione non tanto della proverbiale incredulità quanto piuttosto delle leggi fisiche e di un minimo di verosimiglianza. Per questo il prossimo film (in uscita nel 2024!?) diventa nodale, più che per lo sviluppo e l’evoluzione della saga attuale, per il collegamento con quella successiva, dove bisognerà trovare un senso, una spiegazione al non aver mai incontrato – nel futuro del franchise, visto in passato – molte delle novità qui introdotte. Pregi, per quanto riguarda la spettacolarità offerta, che rischiano di trasformarsi in autogol se non supportati da sufficiente coerenza narrativa che ne spieghi l’assenza dai cinque film originari e di abbassare il voto anche di questo ‘Risveglio (che nel titolo italiano perde il riferimento ai beluini Maximal, la cosa migliore sullo schermo insieme alla riscoperta di Mirage e alla immancabile centralità del solito Bumblebee).

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SE VI E’ PIACIUTO TRANSFORMERS – IL RISVEGLIO VEDETE ANCHE:

Li avrete sicuramente visti, ma se così non fosse è decisamente il momento di recuperare – in rigoroso ordine di uscita – il Transformers iniziale del 2007 e i successivi: Transformers – La vendetta del Caduto (2009), Transformers 3 (2011), Transformers 4 – L’era dell’estinzione (2014), Transformers – L’ultimo cavaliere (2017) e BumbleBee (2018).

 

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO
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