Onward – Oltre la magia. Il sogno di Dan Scanlon diventa cartoon

"Ho perso mio padre quando ero piccolissimo e ho sempre pensato a come sarebbe stato incontrarlo" racconta il regista del nuovo film Disney Pixar. Tra le voci italiane ci sono Fabio Volo e Sabrina Ferilli. L'uscita in sala è stata posticipata al 16 aprile

Onward - Oltre la magia ©2019 Disney/Pixar. All Rights Reserved

«Anche io, come Ian ero timido e insicuro – racconta Dan Scanlon, regista di Onward – Oltre la magia – e per me realizzare questo film è stato una forma di catarsi, visto che ci sono molti elementi autobiografici in questa vicenda».

«Ho perso mio padre quando avevo solo un anno e mio fratello ne aveva tre», spiega il regista e sceneggiatore del cartoon, già autore di Monster University, «per tutta la vita ho sempre sognato di conoscere mio padre e ho pensato a quello che avrei provato incontrandolo. In Onward – Oltre la magia volevo rendere omaggio a tutte quelle persone che mi hanno aiutato a crescere e diventare quello che sono oggi. È importante capire che queste persone possono essere i tuoi genitori, i tuoi fratelli, ma anche chi non appartiene alla tua famiglia, come un amico, o un insegnante. Allo stesso modo anche noi dobbiamo essere pronti ad aiutare chi ci è vicino, perché tutti abbiamo bisogno del sostegno degli altri».

Che alla Pixar non avessero paura nell’affrontare temi adulti nei loro cartoon lo si sapeva da tempo: basti pensare a come hanno saputo violare il tabù della morte in Coco, o girare una versione all’ennesima potenza del trauma causato negli anni ‘40 dalla morte della madre in Bambi, realizzando Alla ricerca di Nemo, dove già nei primi cinque minuti il protagonista perde la madre, seicento fratelli e deve convivere con i problemi causatigli da una pinna atrofica e un padre apprensivo.

Questa volta alla Pixar affrontano il fantasy in un mondo dove la magia è stata soppiantata dalla tecnologia, gli unicorni sono ridotti a ubriacarsi nelle grotte, i pixies non volano più, ma sono diventati una sorta di mini Hells Angels su rombanti moto e i centauri preferiscono andare in macchina, piuttosto che galoppare liberi e selvaggi.

In questo contesto incontriamo due fratelli elfi, il timido Ian e la testa calda Barley, che sognano di poter incontrare nuovamente il padre perduto quando erano bambini. Un incantesimo potrebbe riportarlo in vita per un solo giorno, ma qualcosa va storto e evocheranno un genitore dimezzato, presente cioè solo dalla cintura in giù. Tutto il film è così una corsa contro il tempo, per completare in modo corretto l’incantesimo, prima dello scadere delle fatidiche 24 ore e poter parlare col defunto genitore.

Il cartoon, la cui uscita era prevista per il 5 marzo ed è stata fatta slittare al 16 aprile a causa dell’emergenza legata al Coronavirus, garantisce come d’obbligo visto il tema la giusta dose di lacrime ed emozioni ma soprattutto, come dice il regista «spiega che per riscoprire la magia intorno a noi è necessario a volte prendere la strada più tortuosa ed evitare le scorciatoie».

«Intendiamoci, non sarò certo io a parlar male della tecnologia», conclude Scanlon, «anche perché la Pixar non esisterebbe se non ci fosse la tecnologia. Però cerchiamo di ricordarci delle meraviglie che ci circondano per apprezzarle, solo così riusciremo a mantenere il contatto col mondo e le emozioni reali».

Tra i doppiatori italiani di Onward – Oltre la magia Sabrina Ferilli che, dopo aver recitato in due film della serie Cars, ora è la volitiva mamma dei due elfi e Fabio Volo, che dà voce al padre scomparso.

«Adoro il doppiaggio perché permette di arricchire il repertorio di noi attori – dice Ferilli – mi piace questo ruolo molto caldo di una madre che cerca di proteggere i propri figli. Ho trovato Onward un film con passaggi di grande maturità affettiva ed emotiva», mentre per Fabio Volo «il doppiaggio è un ponte tra il fare l’attore e la radio. Onward ha una storia che ci tocca tutti: ognuno di noi ha il desiderio di rivedere da adulto una persona che non c’è più. Mi piace poi che si siano tanti messaggi importanti, compresa la presenza del primo personaggio omosessuale in un cartoon».

di Oscar Cosulich

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