LE MILLE E UNA NOTTE – ARABIAN NIGHTS

As 1001 noites – Volume 1, o inquieto Portogallo 2015 Regia Miguel Gomes Interpreti Joana de Verona, Diogo Dória, Gonçalo Waddington, Rogério Samora, Adriano Luz Sceneggiatura Miguel Gomes, Telmo Churro, Mariana Ricardo Distribuzione Milano Film Network Durata 2h e 5′

Portogallo. Come collegare la crisi epocale dei cantieri navali di Viana do Castelo con la invasione di una razza di vespe che fa strage delle api? E’ il dubbio che sta macerando un regista, sino al punto da scappare, abbandonando vigliaccamente il set e la sua troupe. Catturato e insabbiato sino al collo, per fuggire alla condanna comincia a raccontare storie, proprio come fece Sherazade al Gran Visir di Le mille e una notte.

Diviso in tre capitoli (intitolati rispettivamente Inquieto, Desolato, Incantato), un monumentale gomitolo di racconti che si intrecciano, di durata diseguale, ora fortemente legati alla situazione economico-sociale del Portogallo, ora più inclini alla pura fantasia. Presentato alla Quinzaine des Realizateurs all’ultimo Cannes e poi al Torino Film Festival, ha raccolto entusiastici consensi tra i cinefili più oltranzisti – qualcuno l’ha definita una “opera mondo” – ed effettivamente non è usuale imbattersi in uno sforzo creativo-produttivo che riesca a essere contemporaneamente arrabbiato, ironico, fantasioso e che tragga stimolo e fascino dal suo stesso pauperismo. Qui attori consumati si mescolano ai volti segnati di gente del popolo, proprio come la denuncia sociale alla arguzia dell’immaginazione creatrice. Certo è una esperienza che esige anche un “fisico bestiale” (in termini di accettazione dei ritmi della narrazione e condivisione emotiva delle tematiche), ma se esiste una via di salvazione per il cinema che ricerca la propria Anima (cioé la sua aspirazione/necessità di essere rappresentazione della Vita e non solo una sua imitazione deformata), beh passa sicuramente anche da questo lunghissimo Le mille e una notte, firmato Miguel Gomes, che dopo tanti bei corti e un pluripremiato – anche a Berlino – Tabu del 2013, iscrive così il suo nome nel registro dei cineasti da tenere d’occhio. La trilogia verrà distribuita con i capitoli che si alternano un giorno dopo l’altro, un esperimento per cui facciamo il tifo.

Massimo Lastrucci