15ª FESTA DI ROMA: CONFERENZA D’APERTURA

«Passione, Scoperta, Emozione», sono queste le tre parole chiave per identificare il senso del programma della 15ª Festa del Cinema di Roma scelte da Laura Delli Colli presidente di Fondazione Cinema per Roma, mentre il direttore artistico della Festa Antonio Monda, dopo aver sottolineato ancora una volta che «chi da noi cerca un Festival ha sbagliato indirizzo, perché questa è una Festa, non un festival e da noi cultura “alta” e “bassa” coabitano senza problemi», ha tenuto a dire che «nello scorso marzo, in piena pandemia, ho continuato a selezionare film e a tampinare i possibili ospiti della Festa come se questo fosse un anno normale, pur essendo conscio di quello che stiamo vivendo: abito a New York, una città che è stata colpita duramente dal Covid».

«Il fatto che il frutto di questo lavoro sia la presenza di film da 26 paesi, che in cartellone ci siano 17 film diretti da donne e che possiamo vantare 20 anteprime mondiali è la dimostrazione del credito e della fiducia che la nostra manifestazione gode nella cinematografia mondiale».

La programmazione del cartellone di questa edizione (dal 15 al 25 ottobre all’Auditorium Parco della Musica e in altre sale della capitale) sarà ovviamente costretto al rispetto dei protocolli anti Covid, ma fatti salvi i distanziamenti sociali (in sala e fuori), mascherine (da indossare sempre), igienizzazione costante delle mani e delle sale, ci si potrà godere una decina di giorni di buon cinema, con il gadget ulteriore dell’opportunità di seguire gli incontri ravvicinati anche in streaming. Tra questi è attesissimo quello con Francesco Totti (protagonista del film di Alex Infascelli Mi chiamo Francesco Totti presentato come evento speciale della Festa), un incontro condotto da un tifoso d’eccezione come Pierfrancesco Favino.

Come già annunciato il film d’apertura sarà Soul di Pete Docter e il regista riceverà anche il Premio alla Carriera, così come Steve McQueen, presente alla Festa con le prime tre puntate della sua miniserie in cinque puntate Small Axe: entrambi saranno protagonisti di un incontro ravvicinato.

Il film di chiusura invece batte bandiera tricolore: toccherà a Cosa sarà di Francesco Bruni chiudere i battenti della Festa in un’edizione caratterizzata, per quanto riguarda l’Italia, da una forte presenza di autori esordienti. Si va da Maledetta primavera di Elisa Amoruso (questo è il suo primo lungometraggio di finzione dopo numerosi documentari ed è interpretato da Giampaolo Morelli, Micaela Ramazzotti e i bambini Emma Fasano e Federico Ielapi, il Pinocchio per Garrone) a Fortuna di Nicolangelo Gelormini con Valeria Golino, fino alla coproduzione italo-belga The Shift di Alessandro Tonda.

Tra gli eventi speciali, oltre al già citato Mi chiamo Francesco Totti, si segnalano la serie Sky Romulus; il documentario di Gabriele Salvatores Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown; Ostia criminale – La mafia a Roma di Stefano Pistolini e Francesco, documentario su Papa Bergoglio di Evgeny Afineevsky.

L’accordo tra la Festa del Cinema e il Festival di Cannes annunciato già da tempo da Antonio Monda, prevede tra i titoli che arriveranno a Roma con il marchio Cannes 2020, la presenza di Asa Ga Kuru di Naomi Kawase, Eté 85 di François Ozon e Druk – Another Round di Thomas Vinterberg. Tra gli incontri ravvicinati, infine, si ricordano anche quelli con Gianfranco Rosi, Damiano e Fabio D’Innocenzo, Gabriele Mainetti, Antonio e Marco Manetti, François Ozon, la scrittrice Zadie Smith, John Waters, Thom Yorke, Thomas Vinterberg, Damien Chazelle e Werner Herzog.