Avengers: Endgame, ecco perché è il capitolo migliore della saga Marvel

Nel momento in cui scriviamo Avengers: Endgame ha già incassato 1,2 miliardi di dollari nel mondo. Batterà perfino il supercampione d’incassi Avatar? Lo scopriremo nel prossimo mese.

Di certo il film è tutt’altro che uno spettacolo banale e già visto. Il capitolo precedente, Infintiy War, si era rivelato solo in parte all’altezza delle aspettative (della critica) e presentava un sovraffollamento di eroi e una durata spropositata. Engame è invece uno spettacolo pop d’intrattenimento, ma è anche sorprendentemente dotato di un cuore d’altri tempi (l’etica del sacrificio, senza troppa enfasi o melassa, quasi come in un vecchio western). 

È un tripudio di effetti speciali, ma al contempo gioco narrativo costante e mai noioso (riannoda tutti i fili del passato, li ripercorre, cambia i destini dei personaggi, conduce sempre dove non ti aspetti). 

Avengers: Endgame, tra CGI e cuore d’altri tempi

La durata è ancora eccessiva (i molteplici finali devono chiudere tante trame e sottotrame, ma potevano, in parte, essere “asciugati”) e qualche sequenza di “sovraffollamento” inevitabilmente c’è. Endgame riesce però a rendere accessibile e mai prevedibile un universo complesso. Unisce una serie di icone e di miti senza schiacciare l’uno o l’altro in una mera comparsata. Cuce il CGI su una buona sceneggiatura e può contare su una regìa più solida. 

È probabilmente il capitolo migliore della grande saga crossover, perché riesce a dare vera forza cinematografica al mondo a fumetti degli eroi Marvel, senza essere indecifrabile a chi non ricorda i capitoli precedenti.

Il gusto per un sentire “americano” d’altri tempi – a dispetto della macchina colossale d’effetti speciali che giganteggia – ha il suo apice in una delle scene finali, ambientata nel passato, che non riveliamo. Quella sequenza pare almeno in parte debitrice anche al capolavoro kinghiano – sempre di viaggi nel tempo – 22/11/’63, un mix perfetto di cuore e bellezza senza troppa enfasi, né orpelli né stucchevolezze.

I personaggi che ne escono meglio – anche per merito degli attori che li interpretano – sono Iron Man (strepitoso Downey Jr.), Thor (Chris Hemworth con pancetta da birra), Ant-Man (Paul Rudd) e Occhio di Falco (Jeremy Renner). 

Se siete tra i pochi che non l’hanno ancora visto non perdetelo sul grande schermo e, all’uscita dal cinema, non lasciatevi sfuggire nessuno spoiler, potreste subire spiacevoli incidenti come è accaduto a uno spettatore hongkongese vittima di pestaggio da parte degli spettatori ancora in fila per vedere il film.

Luca Barnabé