CORPO ESTRANEO

2 Stelle (2,0 su 5)

Obce cialo Polonia, Italia, Russia, 2015 Regia Krzysztof Zanussi Interpreti Riccardo Leonelli, Agnieszka Grochowska, Agata Buzek, Weronika Rosati Distribuzione Lab 80 film Durata 1h e 57′

In sala dal 5 maggio

L’amore di Dio la vince sull’amore terreno e Kasia torna in Polonia verso la vita convenutale. L’italiano Angelo la segue sperando di convincerla a rinunciare e tornare con lui, impiegandosi contemporaneamente in una multinazionale a Varsavia. Qui diventa vittima delle persecuzioni e dei giochini del suo capo, la sfrontata e cinica Krystyna che ha fatto della sua conquista e della sua sottomissione una questione quasi personale.

Per l’anziano Zanussi, qui al suo ritorno sul set dopo qualche anno sabbatico, il senso del film è «invitare a ritrovare un’integrità. Un cristiano non può venire a patti con le leggi di un’economia selvaggia». Ma se è un desiderio di assoluto e di moralità quello che lo motiva, i mezzi e la resa sono decisamente più criticabili. Invece di concentrarsi sull’enigma di una vocazione che rifiuta quel che pur ama e desidera («tu decidi quelli che vuoi, cioé…quello che vuole Lui» è l’accusa, appassionata e rispettosa muove Angelo (Riccardo Leonelli, Cento vetrine in tv), impervia e insostenibile (per gli altri), il pluripremiato 76enne cineasta cattolico (Vincitore del Pardo d’oro a Locarno con Illuminazione, Premio della Giuria a Cannes nel 1980 con La costante e a Venezia premio speciale con Imperativo nel 1984 e Leone d’oro con L’anno del sole quieto nel 1984) preferisce allestire un austero romanzaccio di persecuzione e accuse ideologiche: acre sino a eccessi impietosi nei confronti del comunismo antistalinista, sfonda il caricaturale e il cattivo gusto nella tipizzazione del capitalismo contemporaneo. «Sei cattolico ed è quasi la stessa cosa che essere gay», sfotte la gratuitamente crudele manager (la interpreta Agnieszka Grochowska, già in Walesa-l’uomo della speranza e Child 44) avviando così il nostro colletto bianco credente a una sorta di martirio (tra agguati sessuali, spionaggio industriale, il carcere) nell’era dell’edonismo e della tecnologia, mentre il pianoforte incombe, greve e tardoromantico, ribadendo a tutti di quale materia fotoromanzesca e genericamente melodrammatica sia impastata la storia.