La famiglia Addams: il cartoon che trasforma il macabro in comedy per grandi e piccini

Regia Greg Tiernan, Conrad Vernon Voci Virginia Raffaele, Pino Insegno, Raoul Bova, Loredana Berté Distribuzione Eagle Pictures Durata 1h e 45′

Al cinema dal 31 ottobre 2019

LA STORIA – Costretta a trasferirsi nel New Jersey, la quantomeno bizzarra famiglia Addams avrà i suoi bei grattacapi. Il piccolo pestifero Pugsley deve prepararsi alla festa per il suo ingresso in società, Mercoledì come tutte le coetanee deve andare a scuola (“Buona giornata, fai del tuo peggio!” raccomanda papà Gomez) e come tutte le adolescenti sta sviluppando un carattere ribelle contro la famiglia e le sue convenzioni (e date le premesse…).

Insomma, comunque tutte cose normali (relativamente parlando), ma c’è una grana grossa in arrivo. Margaux Needler, idolatrata star della tv locale, una “perfezionista” della omologazione della vita color pastello secondo i criteri standard della maggioranza silenziosa, proprio non può sopportarli e dichiara loro una guerra totale, da vincere con ogni mezzo.

L’OPINIONE – Arriva in computer graphic la più macabra delle famiglie tipo made in USA. E dopo aver solcato tutti i media: nati nel 1938 sulle pagine del New Yorker dalla penna e dallo humour sottile e “nero” di Chas Addams, diventati delizioso telefilm (1964) e poi serie a cartoni animati in tv (1973-1992), con fortunate versioni live su schermo (quelle di Barry Sonnenfeld del 1990 e 1991), seguite da un’altra decisamente meno felice (1998, solo in home video).

Qui confettati e stilizzati dal computer, conservano in grandissima parte i caratteri dei personaggi dei fumetti. Manca però la finesse e la perfidia del loro creatore. Pur essendo stati affidati alle cure di Conrad Vernon e Greg Tiernan (qualche anno fa era stato contattato Tim Burton per una versione di animazione in 3D. Loro sono comunque conosciuti per essere gli autori dello scurrile e scoppiettante Sausage Party, vietato ai minori!), evidentemente sballottati e tenuti sotto controllo dei produttori, Morticia, Gomez e co. divertono senza travolgere, ancor più educatini e corretti della loro in fondo già di partenza candida quintessenza di “mostri” (o amanti del lato macabro della vita) perbene.

Insomma, se la saga di Transylvania ci mette almeno la follia inventiva e le gag esplosive di Genndy Tartakovsky, qui stiamo invece decisamente nella comedy da cartoon per famiglie, con peraltro azzeccatissimi momenti musicali, celebre motivetto compreso (grazie a Lurch tastierista per organo sopraffino) e un nemico da soap. Il momento più creativo è forse quando i due autori ci raccontano l’europeo e stravagante matrimonio di Gomez e Morticia.

Da notare il pacchetto da urlo dei doppiatori: in originale sono Oscar Isaac, Charlize Theron, Chloe Grace Moretz, Bette Midler, nella versione italiana, oltre a Pino Insegno (Gomez) e Virginia Raffaele (Morticia), riconoscerete le voci di Loredana Bertè (la nonna) e Raoul Bova (zio Fester).