JOHN WICK

Id. USA/Canada/Cina, 2015 Regia Chad Stahelski Interpreti Keanu Reeves, Michael Nyqvist, Alfie Allen, Willem Daofe, Dean Winters Sceneggiatura David Kolstad Produzione Basil Iwanyk, David Leitch, Eva Longoria, Chad Stahelski, Mike Witherill Distribuzione M2 Pictures Durata 1h e 41′

In sala dal

22 gennaio

Devastato dal ricordo della moglie defunta, John Wick si trascina con l’unica compagnia di un cagnolino. Ma quando la banda russa del teppistello Iosef Tarasof gli entra in casa, lo picchia, gli uccide il cucciolo e lo deruba della idolatrata auto Mustang del 1969, Wick ci si rivela: si tratta del più leggendario killer della mala newyorchese. Non solo, l’incauto e sadico Iosef altri si scopre essere il figlio del suo ex datore di lavoro, Viggo Tarasov. Da qui la vendetta; il super sicario semina morte e violenza in cerca dei suoi assalitori, dall’altra parte, il super boss russo ingaggia i mercenari più letali per fermarlo.

La cosa più curiosa di questo action-videogame (Wick lo ritrovate anche nel gioco Payday 2) è il teatro degli scontri, una specie di città nascosta nella città, con le sue regole, le sue zone franche, persino i suoi arbitri. Per il resto si tratta di un insegui-picchia-spara praticamente senza attimi di pausa (c’è chi s’è preso la briga di fare i conti: 78 morti e 119 combattimenti), immerso in un’atmosfera così cupa che più cupa non si può. Keanu Reeves, anche produttore (e tra i suoi partner d’impresa ci imbattiamo nel nome di Eva Longoria) è ginnico come un “eroe” del cinema orientale, mira infallibile, profondo conoscitore dell’arte di colpire e danseur schiva proiettili (pare che abbia girato quasi tutte le scene senza controfigure). L’iperbole complessiva di violenza, sadismo e dolore è così eccessiva da muovere al sorriso e allo sghignazzo (momento cult: la timida deferenza con cui un poliziotto di quartiere si avvicina a Wick e lo interroga). E alla monoespressività da fumetto dell’ex Matrix rispondono i ceffi degli astanti, tra cui Michael Nyqvist, cattivo “perfetto” e Willem Dafoe, collega/amico di Wick e triplogiochista. Nota di merito per il gran lavoro degli stunts, non per caso i due registi, Chad Stahelski e il non accreditato David Leitch provengono da lì. Insomma, se si possiede il disincanto dell’intelligenza e la predisposizione all’adrenalina senza pretese ci si può persino divertire.

Massimo Lastrucci