Perché Ricordi? con Luca Marinelli è una delle più belle storie d’amore della stagione

Italia, 2018 Regia Valerio Mieli Interpreti Luca Marinelli, Linda Caridi, Giovanni Anzaldo, Camilla Diana, Anna Manuelli, Eliana Bosi Distribuzione Bim Durata 1h e 46’

Al cinema dal 21 marzo 2019

IL FATTO — Un immersivo viaggio emozionale all’interno di una storia d’amore, in un unico flusso di sentimenti e colori, tra sbalzi temporali e cambi d’umore. Lui è Luca Marinelli ed è un docente universitario tormentato e introverso; lei è Linda Caridi ed è una gioiosa e solare professoressa di liceo. Tra i due è subito colpo di fulmine. Ma gli imprevisti del cuore sono destinati a ribaltare premesse e aspettative. E ciascuno ricorderà la storia a modo suo, confondendo eventi e situazioni.

L’OPINIONE — Nove anni dopo il bellissimo Dieci inverni (uno degli esordi italiani più premiati d’inizio millennio), Valerio Mieli si fa perdonare la lunga attesa con un’opera seconda visionaria, densa di allegorie e significati, ambiziosa e vertiginosa, che sorprende ed entusiasma per alcune prodigiose soluzioni registiche all’altezza di autori del calibro di Andrej Tarkovskij (Lo specchio) e Terrence Malick (To the Wonder) e per le interpretazioni di uno straordinario e malinconico Luca Marinelli e di una luminosa e folgorante Linda Caridi, incarnazioni perfette di un amore che filtra le memorie di una vita. Obliquo, sbilenco, frastagliato di ellissi e contrasti, Ricordi? compie il piccolo grande miracolo di riuscire a tradurre in immagini le irrazionali alchimie che alimentano un legame sentimentale e gli interrogativi e le briciole che restano dopo averlo vissuto, riflettendo sull’irrinunciabilità al punto di vista e alla prospettiva di ciascuno.

Senza risultare pretenzioso e senza adottare facili scorciatoie emotive, Mieli traccia una mappa interiore di strade impervie e percorsi tortuosi attraverso cui è impossibile arrivare a destinazione. Un’esperienza cinematografica di domande e suggestioni, priva di risposte, con lo sguardo costante sullo specchietto retrovisore, che si prende il rischio di non apparire un affidabile “manuale d’amore” proprio per la sua zigzagante, struggente, dolcissima andatura.