Ederlezi Rising, il primo film non porno di Stoya al Trieste Science+Fiction Festival

Nel mondo del porno Stoya, al secolo Jessica Stoyadinovich, è una vera diva, e negli anni ha fatto del discorso sul corpo una filosofia di vita, battendosi per i diritti delle donne, scrivendo su il New York Times, il Guardian e VICE, e sintetizzando il suo pensiero nel libro Philosophy, Pussycats and Porn. E adesso debutta anche al cinema nel suo primo film non pornografico: Ederlezi Rising, che oggi presenterà di persona al Trieste Science+Fiction Festival, nel ruolo di una splendida androide.

EDERLEZI RISING CON STOYA: IL TRAILER

EDERLEZI RISING: LA RECENSIONE

IL FATTO – Anno 2148. Dopo aver colonizzato e trasformato ogni angolo del pianeta, il sistema capitalista viene sostituito da un nuovo socialismo. La Ederlezi Corporation, megasocietà della riformata Unione Sovietica, incarica un cosmonauta serbo, Milutin, di partire in missione interplanetaria per Alpha Centauri. Come unica compagnia gli mettono a fianco uno splendido androide femmina, Nimani, decisamente multiuso. Infatti non servirà solo a “intrattenerlo”, ma anche – come scoprirà – a controllarlo. Durante il lunghissimo viaggio le due personalità si confronteranno in un aspro rapporto, ora fisico, ora violento, ora tenero, ora di reciproca comprensione.

L’OPINIONE – Ederlezi è un termine molto evocativo. In Serbia è una canzone popolare tipica della comunità Rom, ma è anche la festa che celebra la primavera (6 maggio). Noi lo ricordiamo bene, anche perché esaltata come musica da Goran Bregovic in quel meraviglioso spezzone in Il tempo dei gitani di Kusturica. Fantascienza minimalista e molto derivativa (dal tema del racconto all’ambientazione dell’astronave, enorme hangar vetero vintage, quasi da cultura socialista appunto), il film scritto da Dimitrije Vojnov e diretto da Lazar Bodroza mescola però con ottimo senso di atmosfera, suspence ed effetti speciali, temi che più che alla space opera rimandano alla ricerca di una ridefinizione di quel che è umano, non solo: di quel che è maschile, di più, di quel che è slavo (a volte sembra far intravedere questo), nel modo di concepire i sentimenti e i rapporti tra uomo e donna.

Un romance a due personaggi che può rendersi convincente solo grazie alla performance attoriale di interpreti di grande presenza scenica e mestiere, lo sloveno Sebastian Cavazza e la scultorea Stoya (classe 1986), americana di origini serbe (vero nome: Jessica Syoyadinovich) che, dopo il successo planetario come pornostar diremmo come minimo anticonformista, debutta ora nella fiction “normale” (scusate!) in maniera autorevole, totalmente convincente (e non pensiate che sia facile “fare” il cyborg-bambola sessuale provocando contemporaneamente seduzioni più sottili, magari romantiche e filosoficamente spirituali). Stoya, per l’ammirazione dei fan, sarà tra l’altro presente a Trieste alla proiezione del film, di cui aggiungeremo solo che ha fatto incetta di allori nei festival nazionali.