Ismaël Vuillard è un regista impegnato nella realizzazione del suo nuovo film, la storia di un misterioso diplomatico, forse una spia, ispirato a suo fratello Ivan. Insieme al suo maestro e suocero, l’uomo piange la moglie della moglie Carlotta, misteriosamente scomparsa ventuno anni prima e ormai dichiarata morta. Ma un giorno la donna ricompare sconvolgendo la vita di Ismaël e la sua relazione con Sylvia.

È questa la storia de Les fantomes de Ismaël, il film da Arnaud Desplechin, che ha aperto fuori concorso la 70esima edizione del Festival di Cannes. Un altro film rispetto a quello più lungo di venti minuti, la versione director’s cut, che si vedrà solo in una sala di Parigi e negli Usa. La versione di 114 minuti, che non ha convinto critici e giornalisti (neppure un applausino a fine proiezione), sarebbe dunque sbilanciata a causa di questi tagli che impedirebbero allo spettatore di comprendere tutte le complesse e sofisticate connessioni tra i vari personaggi e tra gli eventi raccontati.

Se nella prima parte del film, quasi un omaggio all’hitchcockiano La donna che visse due volte (anche il nome di Carlotta rimanda a quel film), la storia riesce a essere compatta e intrigante, nella seconda la smania di accumulo del regista, più preoccupato di trovare corrispondenze con le sue opere precedenti, diventa un gioco cinefilo un po’ fine a se stesso che smette di dialogare con il pubblico. Ottimo però il cast di attori che comprende Mathieu Amalric, Marion Cotillard, Charlotte Gainsbourg, Luis Garrel e la nostra Alba Rohrwacher.

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Guarda in alto la gallery del red carpet di Les fantomes de Ismaël! (foto di Pietro Coccia)

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