125 anni di cinema: facciamoli diventare 126

Il 28 dicembre ci fu la prima proiezione pubblica. Oggi i cinema sono chiusi, ma la storia non finisce qui

125 anni di cinema

125 anni di cinema. Un secolo e un quarto, ma non li dimostra. Era il 28 dicembre del 1895 quando Antoine Lumiere fece la prima proiezione al Salon Indien del Grand Café di Boulevard de Capucines a Parigi. C’erano 33 spettatori, che guardarono sgomenti 10 film da circa 50” l’uno.

La cronaca dell’evento è riportata con perizia da uno che se ne intende, Thierry Fremaux, delegato generale del Festival di Cannes, che proprio nella città location del primo film, Lione, dirige anche il Festival Lumiere. Nell’articolo scritto oggi per Variety, Fremaux cita anche i pionieri predecessori, sebbene praticamente contemporanei dei Lumiere, i vari Etienne-Jules Marey, Eadweard Muybridge, Emile Raynaud e Thomas Edison.

Sbadatamente non menziona l’italiano Filoteo Alberini, che in quel di Orte, delizioso paesino a circa 60 chilometri da Roma, nel 1894 inventò il “kinetografo Alberini”, un apparecchio di ripresa e riproduzione che fu poi ufficialmente brevettato nel 1895, praticamente in contemporanea a quello dei fratelli francesi. Riparata la svista di Monsieur Fremaux, arriviamo ai giorni d’oggi.

125 anni di cinema dopo

Gran parte delle sale cinematografiche mondiali sono chiuse, l’industria dell’entertainment come è stata conosciuta nell’ultimo secolo è in via di trasformazione, un cambiamento che era nell’aria, ma che è stato accelerato dalla pandemia. La domanda sorge spontanea: tra un anno festeggeremo il compleanno numero 126 del cinema al cinema?

Nonostante tutto, la risposta è sì. Nonostante tutto vuol dire nonostante la profonda crisi che stanno affrontando colossi come AMC e Cineworld, le due maggiori catene di sale cinematografiche del mondo, per non parlare della situazione drammatica in cui versano i circuiti minori indipendenti e le sale slegate da qualunque sistema.

Se n’è parlato tanto nei mesi scorsi, si parlerà ancora nei primi mesi del 2021 degli eventuali scenari futuri, dall’ipotesi che siano le major ad acquisire le sale, dato che adesso gli è permesso, al fatto che possa essere davvero lo streaming il mercato su cui tutti punteranno maggiormente.

Eppure, ci sono sempre e comunque segnali che fanno ben sperare. Il primo, proprio del 28 dicembre 2020, è il miglior regalo di compleanno che il cinema potesse avere in questo momento. Wonder Woman 1984 ha infatti aperto con un robusto 16,7 milioni di dollari nel suo weekend di debutto negli Stati Uniti, dove è uscito in contemporanea sulla piattaforma HBO Max. Una cifra che avrebbe portato al suicidio collettivo in casa Warner Bros un anno fa. Oggi sono numeri che fanno sperare, perché vuol dire che il pubblico ha ancora bisogno di riunirsi in una sala per godere tutti insieme dell’avventurosa esperienza cinematografica.

WW84 ha incassato fino a questo momento 85 milioni di dollari in tutto il mondo, un grande segnale, confermato dal terzo episodio già annunciato.

E altra notizia ben più che confortante è quella data dalla Disney, che ha annunciato ufficialmente che Cruella, il prequel live action de La carica dei 101 con protagonista Emma Stone, uscirà al cinema, e non su Disney+ come molti già temevano. Sarà il 28 maggio 2021 la data da segnare sul calendario (negli USA, in Europa già dal 26).

DIABOLIK
Foto Antonello&Montesi

In Italia aspettiamo con ansia Freaks Out e Diabolik, ma anche il nuovo film di Nanni Moretti e quello, più volte rimandato, di Carlo Verdone. E c’è tanto altro cinema che ci aspetta quando le sale riapriranno. La domanda è sempre la stessa.

Quando le sale riapriranno?

Azzardiamo un paio di ipotesi. La prima, molto ottimistica e altrettanto romantica, è il 14 febbraio 2021. Passare San Valentino al cinema sarebbe il più bel gesto d’amore nei confronti di quest’arte meravigliosa.

La seconda, assai più probabile, è il 30 marzo 2021. Fra tre mesi la campagna di vaccinazione dovrebbe già essere in fase avanzata, l’arrivo della primavera dovrebbe favorire un abbassamento della carica virale del Covid, e forse anche un rilassamento delle misure restrittive nei confronti delle attività al chiuso, permettendo quindi un aumento dei posti disponibili.

Questo perché, abbracciando il pensiero della maggior parte degli esercenti, la riapertura dovrà essere definitiva, una nuova chiusura sarebbe letale per buona parte del mercato.

Quindi, anche se è bello essere romantici, forse ci toccherà aspettare ancora un po’ prima di tornare davanti uno schermo in Italia. Sperando a questo punto di poterlo fare con James Bond, e a seguire con tutti quelli che ci hanno accompagnato negli ultimi 125 anni di cinema.