AGENTS OF S.H.I.E.L.D., STAGIONE 2: IL RITORNO DI COULSON

La stagione 2 di Agents of S.H.I.E.L.D., da ieri sera in onda su Fox, è partita subito forte con un Phil Coulson divenuto Direttore, un terribile cattivo e un’imperdibile sorpresa all’inizio della puntata

 

La seconda stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. non parte dalla fine della precedente serie ma dal principio assoluto delle cose, prima degli Avengers e dell’organizzazione stessa, sconfitta, poi, dal nemico assoluto, l’untore subdolo e nascosto che porta il nome di HYDRA.

Infatti, la sorpresa più grande della season two sta proprio all’inizio della prima puntata. È il 1945, Captain America dorme tra i ghiacci e la Seconda Guerra Mondiale è finalmente terminata. Peccato che non tutti siano stati battuti, c’è ancora qualcuno – o qualcosa – che porterà morte e caos fino ai giorni correnti. Ed ecco che compare Peggy Carter, in un crossover tra cinema e TV che diventa sempre più grande, preparando i fan dell’Universo Marvel alla serie in produzione proprio sull’Agente Carter e gli Howling Commando che, insieme ad Howard Stark, il papà di Tony, formeranno nientemeno che lo S.H.I.E.L.D..

Un’atmosfera più oscura e per certi versi nostalgica, unita a tanta azione in un susseguirsi di elementi legati ai film Marvel e alla serie TV stessa, fanno da cornice agli agenti capitanati dal protagonista assoluto Phil Coluson. Perché, ovviamente, il punto di riferimento è ancora lui, diventato Direttore di una Resistenza più che di un’alleanza, senza armi né mezzi ma continuando a perseguire l’intenzione di garantire il bene comune, vero punto focale del finale della prima serie e punto di aggancio della seconda. E poi, naturalmente, ci sono tutti gli altri: l’Agente May che vigilia su Coulson, Skye ormai operativa sul campo e scaltra lottatrice, l’Agente Koening e un nuovo gruppo di scanzonati mercenari, con a capo Izzy Hartley, che hanno deciso di appoggiare il Movimento. C’è anche Ward, rinchiuso nella segretissima sede operativa dello S.H.I.E.L.D.. Ma la sorpresa più grande sta nella coppia Fitz e Simmons, divenuti quasi astratti e malinconici, con note dolorose e irreparabili come solo un trauma celebrare può essere. È proprio qui che la prima puntata di Agents of S.H.I.E.L.D. riesce a dare il meglio di sé rafforzando la linea che unisce i personaggi, arricchendoli, rendendoli disperati e, proprio per questo, umani. Talmente umani che il nuovo, terribile cattivo è tutto l’opposto: la Marvel, per questa seconda stagione, scegli un’altra testa dell’HYDRA, il supercriminale Carl Creed, un potentissimo individuo che ha la capacità di assorbire le caratteristiche dei materiali che tocca.

Sono queste le tonalità della prima, spettacolare puntata della seconda stagione di uno S.H.I.E.L.D. che, anche se non esiste più, è determinato e compatto, pronto a lottare spalla spalla per fronteggiare il male. Ripartendo dal nulla ma contando su un gruppo di individui che non hanno poteri straordinari se non il coraggio, l’altruismo e la caparbietà di restare uniti malgrado tutto. E siamo solo all’inizio, la risalita è ancora lunga.

Damiano Panattoni