Angela Curri: «Le mie donne angeliche, da “Braccialetti rossi” a la Fornarina in “Raffaello 3D”»

Angela Curri ha 23 anni e già una lista di ruoli difficili nel curriculum. Prima è stata prima Bea, la quindicenne in coma della serie Braccialetti rossi 2. Poi, sempre in tv, la volitiva Angela Giammarresi che attraversa i turbolenti anni ’70 in La mafia uccide solo d’estate. E ora la vedremo nei panni quasi mitici della Fornarina, la musa di Raffaello Sanzio, nel film evento per il cinema Raffaello 3D, prodotto da Sky, Musei Vaticani e Nexo Digital in collaborazione con Magnitudo Film, in sala il 3, 4 e 5 aprile.

La prima volta che Angela ha recitato al cinema era una bimba di 10 anni dalla vita tranquilla a Locorotndo, Bari. Il film era Nel mio amore di Susanna Tamaro. Poi a ruota sono arrivati la miniserie tv Edda di Giorgio Capitani, sulla figlia di Mussolini, e La terra di Sergio Rubini. «Ma lì lo vivevo ancora come un gioco. Ho capito che era la mia strada nel corso degli anni», racconta l’attrice. «Mi sono trasferita a Roma 5 anni fa, ho studiato da Gisella Burinato. Ho fatto molti provini e finalmente nel 2014 mi hanno presa per Francesco di Liliana Cavani. Ero Sant’Agnese d’Assisi: non ti dico la felicità. È stato il mio primo lavoro “da grande”».

Angela, la Fornarina è un ruolo quasi leggendario. Come appare nel film?

Si dice che la Fornarina sia Margherita Luti, figlia di un fornaio che viveva a Trastevere, che Raffaello ha incontrato sulle rive del Tevere e che gli è stata accanto fino alla morte. Una parte di lei è leggenda, una completamente storica. Comunque, la Fornarina è diventata la musa di Raffaello. Oltre al celebre quadro appunto della Fornarina, più libertino, dove compare nuda, compare anche in La Velata, dov’è più casta. Noi abbiamo ricostruito storicamente La Velata. Il film si rifà per le ricostruzioni storiche ai quadri dell’800 francese dove si era diffuso il mito di Raffaello: in alcune opere si vede il pittore con lo sfondo di Castel Sant’angelo o mentre dipinge appunto La Velata. Il regista Luca Viotto, scomparso purtroppo poco dopo aver finito il film, ha fatto rivivere questi quadri come tableaux vivants.

Com’è stato entrare nei panni di una ragazza del ‘500?

Prima di interpretarlo dovevo vedere La Velata: sono stata alla Galleria Palatina a Firenze a guardarlo un pomeriggio intero. E sono arrivata alla conclusione che l’amore e la purezza di una ragazza rispetto a un uomo più grande di lei oggi sarebbe gli stessi di allora. Io ho 23 anni come ne aveva la Fornarina all’epoca. Ho cercato di portarla a me, anche perché su di lei non ci sono molti documenti. Ho pensato allora di studiare più Raffaello per capire com’era l’uomo di cui lei si è innamorata. È stato come dare vita a un quadro.

Anche in La mafia uccide solo d’estate sei una ragazza di un’altra epoca, gli anni ’70…

In Angela Giammarresi mi sono rivista com’ero a 16 anni, in quella parte ingenua, solare, il suo essere un po’ un vulcano, un continuo pieno di emozioni, passando dai pianti ai sorrisi, oppure il lasciarsi trasportare dall’amore. Anche io sono una sognatrice. E poi io non sono siciliana, anche il dialetto è stata una sfida.

A proposito di ruoli delicati: sei stata anche Beatrice, una ragazza in coma in Braccialetti rossi 2

Beatrice è una figura angelica, che vediamo sempre in una piscina. Ci siamo ispirati ai quadri preraffaelliti. Ma poi è guarita ed è uscita dall’ospedale. Interpretare un personaggio che soffre di una malattia è una responsabilità: c’è un mondo intorno che hai quasi paura di toccare.

Prossimi ruoli in tv?

Ho appena finito di girare con Fabio Mollo la fiction Renata Fonte, che fa parte di una serie di quattro puntate per Canale 5. Ogni puntata parla di un personaggio che ha lottato contro la mafia. Il mio tratta di una donna che ha lottato con la mafia in Puglia negli ’80. Interpreto Rosetta, l’amante di colui che l’ha uccisa.

Ti rivedremo anche al cinema?

Sì, nel film Dei di Cosimo Terlizzi, prodotto dalla Buena Onda di Riccardo Scamarcio e Valeria Golino. Interpreto Valentina, l’amica d’infanzia che accompagna il protagonista in un viaggio.  È una ragazzina pugliese, una piccola lolita. Finora sono stata fortunata: ho lavorato sempre su sempre soggetti con tematiche importanti, registi bravi, buona televisione. Adesso mi piacerebbe anche fare una piccola opera prima al cinema ma con un ruolo importante, anche drammatico, dove mettere l’anima.