Disincanto, Matt Groening: “Il mio nuovo show è una dissacrante sintesi tra I Simpson e Il trono di Spade”

Disincanto

Matt Groening è stato giornalista per un periodo non molto lungo, ma gli è rimasta una naturale comprensione verso chi fa ancora quel mestiere. «Mi divertivo a fare le interviste perché sono curioso e chiacchierone, ma il mio incubo erano le registrazioni, perché poi si perdeva un sacco di tempo per risentirle. Oppure, come mi è capitato quella volta con David Byrne, il fondatore dei Talking Heads, non se ne perdeva affatto, perché il registratore non aveva funzionato. Quando se ne rese conto, fu molto british: “Spero proprio che tu abbia una buona memoria”». Se invece che in un albergo sul lungomare di Santa Monica, fossimo in una delle sue serie animate, ora uno dei suoi personaggi avrebbe un’allucinazione, oppure un sogno a occhi aperti, e griderebbe una frase tipo «Fermate le rotative!», secondo le meravigliose frasi fatte dei film dell’età d’oro di Hollywood come «Il piombo non è gomma» e «È la stampa, bellezza». Perché la notizia è da prima pagina: dal 17 agosto saranno disponibili in streaming su Netflix dieci puntate della prima stagione di Disincanto, nuova attesissima serie animata, la prima dai tempi di Futurama (1999-2013).

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Naturalmente è più che mai in corso I Simpson, di cui a maggio è andato in onda l’episodio 639 (record per ogni commedia seriale di prima serata), e il 30 settembre partirà negli Stati Uniti la trentesima stagione.

Ha bussato lei a Netflix o le hanno aperto loro la porta?
Li ho cercati io perché avevano una grande reputazione. Me l’avevano raccomandata tutti:
inseguono gli autori più che i soldi. Una grande garanzia di creatività e libertà.

Quanto ci ha messo a convincerli a realizzare Disincanto?
I pochi secondi necessari a declamare la proposta, cioè: «Se I Simpson incontrassero Il
Trono di Spade ed entrambi diventassero molto eccitati…». Mi sono fatto furbo, non faccio più l’errore da novellino dei primi tempi, quando presentavo ogni idea, come “nuova”,
“rivoluzionaria” e “mai vista”. Sono concetti che spaventano i produttori, che vogliono invece andare sul sicuro. Per cui, qualunque cosa avessi accostato a I Simpson o a Il Trono di Spade avrebbe funzionato, ma insieme sono diventati l’equivalente di una parola magica, un instantaneo “apriti sesamo”. Disincanto è veramente il risultato di una eventuale
copulazione fra le due serie.

Quindi ha ragione chi la definisce, oltre che un superguru della creatività, anche un genio del marketing?
Devo aver preso da mio padre Homer, che era filmmaker e pubblicitario. Io poi ho studiato bene il caso George Lucas e anche la sua idea di tenersi i diritti del merchandising di Star Wars, che nessuno pensava valessero niente. All’epoca la Fox era rimasta scottata, e quando ci siamo accordati per I Simpson, non era più così ingenua, ma non mi posso comunque lamentare.

Marco Giovannini

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