Gli anni più belli, l’amicizia che fa girare la vita: il film raccontato da Gabriele Muccino e il cast

Un film che racconta l’amicizia di un gruppo di ragazzi nel corso di quarant’anni di storia italiana perché “quando sei giovane il mondo sembra pieno di possibilità, quando cresci e tutto ti crolla addosso capisci il valore delle cose semplici, prima di tutto l’amicizia”. Così Gabriele Muccino spiega la genesi di Gli anni più belli, il suo nuovo film in sala dal 13 febbraio. Anche lui a trent’anni era pieno di ambizioni e voglia di esplorare l’ignoto, come i suoi protagonisti: Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria e Micaela Ramazzotti, di cui segue le vicende tra gioie, amori, delusioni e ideali infranti, dagli Anni ’80 a oggi.

 

L’ispirazione è C’eravamo tanto amati di Ettore Scola, ma poi le cose prendono inevitabilmente una piega diversa perché, spiega Muccino, “rappresento una generazione che è cresciuta all’ombra di quel film”. “I nostri genitori avevano ideologie e una sapienza politica di cui sentivamo il peso, pur non avendole mai vissute”. “La guerra, il ’68, gli Anni di piombo, le generazioni passate sentivano di avere una storia nella quale noi non potevamo mettere bocca – aggiunge Favino – noi abbiamo faticato ma alla fine abbiamo trovato una nostra voce. Ed è nella ricerca affannosa di un orientamento che si capisce l’importanza dei valori umani”.

Si torna all’amicizia quindi, tema fondamentale anche nella costruzione stessa del film, a partire dalla scelta del cast: “Con Pierfrancesco Favino e Claudio Santamaria ho lavorato tanto che ormai sono quasi una mia appendice – scherza il regista – di Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti conosco ogni lavoro al punto che ho cucito i personaggi su di loro. Poi c’è Emma Marrone della quale ho visto subito il talento”. La cantante, alla sua prima esperienza cinematografica, interpreta la moglie di Claudio Santamaria. “Non avevo mai recitato, neanche a scuola, ma ho accettato questa folle sfida ed è stato meraviglioso. Gabriele con i suoi modi garbati mi ha colpito. Mi sentivo piccola piccola in mezzo a titani del cinema italiano che mai però mi hanno fatto sentire fuori luogo e di questo li ringrazio”, racconta Emma, che alla presentazione stampa del film riesce a svicolare dai fotografi per fare un selfie con Santamaria e Favino, amici ormai non solo per copione. C’è poi Nicoletta Romanoff, che dai tempi di Ricordati di me, non vedeva l’ora di tornare a lavorare con Muccino: “L’ho praticamente obbligato a farmi il provino. Dopo aver partorito gli ho detto ‘dammi tre settimane e sono sul set’”.

 

E in ognuno dei personaggi, c’è qualcosa della personalità del regista, le fragilità di Gemma, interpretata da Micaela Ramazzotti (“le eroine non sono mai piaciute, Gemma è un po’ sbagliata ma a me interessa l’imperfezione dell’umanità” ha raccontato l’attrice), l’anima ambiziosa di Giulio (Pierfrancesco Favino), la paura di fallire di Riccardo (Claudio Santamaria), la ricerca dei valori autentici di Paolo (Kim Rossi Stuart). “Interpreto un uomo con grandi ideali che fatica a trovare il suo posto nel mondo – spiega Kim Rossi Stuarte in un periodo come questo in cui l’eroe non è più Batman ma Joker, una persona che con il vittimismo raggiunge il consenso, questo personaggio con la sua semplicità mi ha affascinato”.

I quattro protagonisti si incontrano da ragazzini e la loro amicizia cambia e si sviluppa mentre ognuno cerca di trovare la propria strada. Sullo sfondo, la caduta del Muro di Berlino, Mani Pulite, l’11 settembre, la crisi economica e un pizzico della Roma di Fellini. Alla fine, conclude il regista, il messaggio del film è uno: ”La vita va avanti e tutti gli errori possono essere rammendati”. In sottofondo una canzone inedita di Claudio Baglioni, Gli anni più belli.

Maria Teresa Squillaci