“IL GGG – IL GRANDE GIGANTE GENTILE” CON IL CUORE DI SPIELBERG

Forse non è solo un caso che nell’anno in cui E.T. – L’extra-terrestre fu presentato al Festival di Cannes – era il 1982 – Roald Dahl pubblicava Il Grande Gigante Gentile. Un romanzo che oggi, a distanza di 34 anni, è diventato un film diretto dallo stesso Steven Spielberg, tornato al mondo dei bambini dopo tanti drammi storici, e presentato ieri fuori concorso sulla Croisette. Il film, nelle nostre sale il 1° gennaio 2017, racconta la storia di una precoce orfanella di dieci anni, Sophie, rapita una notte da un gigante e portata in una terra lontana. Ma, a dispetto della sua minacciosa altezza, l’uomo, che parla uno stranissimo linguaggio, è tutt’altro che un mostro. Lui trascorre la vita a catturare i sogni da mandare ai bambini e a impedire che gli altri giganti, molto più grandi di lui, mangino gli esseri umani. Per placare i loro violenti appetiti, Sophie e il gigante buono si rivolgeranno persino alla regina Elisabetta II. E se nella prima parte del film Sophie è la minuscola intrusa nella terra dei giganti, un luogo astratto e completamente ricreato al computer, nella seconda la fiaba fa irruzione nella realtà, con l’esilarante ingresso del gigante a Buckingham Palace.

Dietro il corpo digitale del gigante dalle grandi orecchie e gli occhi dolci c’è Mark Rylance, attore premio Oscar per Il ponte delle spie, che Spielberg dirigerà anche nel suo prossimo film, Ready Player One. La regina d’Inghilterra è invece interpretata da Penelope Wilton, nota al grande pubblico per il ruolo di Isabel Crawley della serie Downton Abbey.
«Nei drammi storici l’immaginazione va tenuta a freno» dice Spielberg «mentre in film come questi la fantasia può sbizzarrirsi e oltrepassare qualunque barriera».  «Il GGG – Il Grande Gigante Gentile è stato un progetto molto liberatorio» aggiunge «Il centro della storia sta nell’incontro tra due persone molto diverse, destinate a crescere insieme. Sono sempre in cerca di buone storie e a volte sono proprio di fronte ai miei occhi, come è accaduto quando ho letto il romanzo di Dahl ai miei figli ed ho osservato le loro reazioni. Il mio sogno è quello di creare storie capaci di parlare al mondo interno, di mettere in campo emozioni che tutti possono condividere. Peggiore è la realtà in cui viviamo, più la magia è importante. Una magia che ci regala la speranza di poter cambiare il mondo e che ci arriva proprio attraverso il cinema».

Alessandra De Luca