Il ritorno di Mary Poppins: tutto quello che sappiamo del film e il primo trailer ufficiale

La tata magica più famosa del cinema sta per planare nuovamente dal cielo: Il ritorno di Mary Poppins, con Emily Blunt nei panni della mitica nanny, sarà nelle sale il 19 dicembre.

Ecco il primo trailer ufficiale del film:

Probabilmente non esiste nell’intera storia del cinema un sequel più desiderato e allo stesso tempo temuto, quanto questo dedicato a Mary Poppins, la straordinaria tata magica piovuta dal cielo ideata da Pamela L. Travers e magnificamente incarnata da Julie Andrews nel film del 1964, ad ogni costo voluto e prodotto da Walt Disney. È un cult movie che, diretto da Robert Stevenson, ha conquistato nel corso di oltre cinquant’anni varie generazioni: a fronte di un budget di sei milioni di dollari, ne incassò 44 nel mondo (visto al cinema da più di 200 milioni di spettatori), ricevette 13 nomination agli Oscar e ne vinse cinque (tra cui quello per l’attrice protagonista e per la colonna sonora composta dai fratelli Sherman).

Ora, in occasione delle festività natalizie, sarà possibile vedere il sequel Il ritorno di Mary Poppins, ancora prodotto dalla Walt Disney Company e diretto da Rob Marshall, un regista a suo agio sia con il musical (Chicago, Into the Woods), sia col film d’avventura (Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare). La vicenda è ambientata a Londra nel 1930 circa, vent’anni dopo il primo arrivo di Mary Poppins. Michael e Jane Banks hanno scelto una carriera che rispecchia quella dei loro genitori: lui è diventato un banchiere e lei è un’attivista sindacale. Michael vive nella palazzina al numero 17 di Viale dei Ciliegi, insieme ai suoi tre figli Annabel, John e George e alla governante Ellen. Quando la famiglia subisce un grave lutto (la perdita della moglie di Michael), riceve la visita di Mary Poppins. La magica tata con il lampionaio Jack e Topsy, un’eccentrica cugina, aiuterà i Banks a ritrovare la gioia di vivere.

Interrogato sulla grande sfida, Marc Platt, coproduttore del film, replica: «Ciò che ha reso quest’impresa eccitante è soprattutto il fatto di aver trovato una giusta combinazione tra gli “elementi” che hanno reso immortale il film del 1964 e ciò che è stato reinventato o creato per questo sequel, una nuova storia, nuovi personaggi, nuove canzoni, finanche nuove animazioni combinate con alcune scene dal vivo».

Invero il cast tecnico è di livello molto alto (diversi premi Oscar figurano nei vari reparti) così come quello artistico, che vede in ruoli più o meno di rilievo Lin-Manuel Miranda, Colin Firth, Meryl Streep, Dick Van Dyke e Angela Lansbury. Naturalmente i riflettori sono tutti puntati sulla protagonista Emily Blunt che, pur vantando un curriculum di tutto rispetto, con questo film potrà (dovrà) dimostrare al mondo intero la sua verve, le sue doti canore, la sua versatilità di attrice e il suo “magico” appeal. Blunt ha dichiarato che i caratteri essenziali del personaggio, messi splendidamente in luce da Julie Andrews, sono gli stessi: «Mary è imperscrutabile, intelligente, presuntuosa, cattedraticaMi sono ispirata alla giornalista interpretata da Rosalind Russell nel film La signora del venerdì (1940, nda.) di Howard Hawks, dalle battute sempre pronte espresse con velocità».

La costumista Sandy Powell ha rinnovato il guardaroba di Poppins, pur rispettandone l’iconografia disneyana: le tinte dominanti sono il rosso carminio e il blu elettrico per abiti in tweed con mantellina; leggermente più civettuoli sono i guanti blu a pallini bianchi e il cappellino con una accessorio a forma di pettirosso. Restano il leggendario ombrello parlante con il manico sagomato a testa di pappagallo e il borsone magico. Ritornano anche in questo sequel i quattro simpaticissimi pinguini: già si favoleggia di una sequenza sbalorditiva in cui Mary e il lampionaio Jack conducono i piccoli Banks in un teatro dove si esibiscono animali antropomorfi. Non resta che attendere il 19 dicembre e sperare che la fatata istitutrice, offrendoci il suo mondo d’incanto, si impadronisca ancora una volta del nostro immaginario.