“Lazzaro felice”: trionfo in sala per il film di Alice Rohrwacher in concorso

Il cast di Lazzaro felice a Cannes 2018
Il cast di Lazzaro felice a Cannes 2018

Lazzaro felice è la storia di una piccola santità senza miracoli, senza poteri e superpoteri, senza effetti speciali: la santità dello stare al mondo e di non pensare al male di nessuno, ma semplicemente credere negli altri esseri umani. Racconta la possibilità della bontà, che gli uomini da sempre ignorano, ma che si ripresenta e li interroga come qualcosa che poteva essere e non abbiamo voluto”. Così Alice Rohrwacher parla del suo ultimo film, presentato in competizione a Cannes tra lunghissimi applausi della platea, che tra i fan più entusiasti ha visto l’attore Benicio Del Toro e la regista Agnès Varda, ansiosi di abbracciare anche Roberto Benigni, arrivato sulla Croisette per accompagnare la moglie Nicoletta Braschi, nel cast del film distribuito nelle nostre sale da 01 Distribution il 31 maggio.

Il Lazzaro del titolo (mutuato da una canzone di Pino Daniele), è un giovane mezzadro che vive in una comunità sospesa nel tempo chiamata Inviolata insieme ad altri cinquanta contadini, tutti succubi della temibile e dispotica marchesa Alfonsina De Luna, la regina delle sigarette, che continua a sfruttarli come schiavi nonostante una legge del 1982 abbia decretato la fine di questa pratica feudale. Buono, il più buono di tutti, al punto da sembrare sciocco, il timido ragazzo diventa amico del figlio della nobildonna, il coetaneo Tancredi. Quando il loro rapporto sembra più forte che mai, il protagonista precipita da un dirupo e si rialza in un mondo con 30 anni in più, in una città dei giorni nostri, dove rincontrerà Tancredi e i contadini di un tempo.

lazzaro felice

Girato in pellicola super 16mm tra Vetriolo, nel viterbese, e Castel Giorgio, nella provincia di Terni, tra Milano e Torino, il film interpretato anche da Alba Rohrwacher, sorella della regista, Sergi Lopez, Natalino Balasso, Tommaso Ragno e Luca Chikovani, racconta le contraddizioni di ieri e di oggi, sottolinea il potere della tenerezza, il valore della bontà e delle persone che l’accolgono, il passaggio da una ferocia legata a vecchi sistemi di potere della mezzadria all’imbarbarimento odierno che ha cancellato anche la voglia di battersi per il bene comune.

Guarda Alice e Alba Rohrwacher con Robert Benigni sul red carpet di Lazzaro felice!

C’è chi ha già paragonato la Rohrwacher a Olmi e chi a Citti, chi ha citato Miracolo a Milano, chi ha pensato a L’idiota di Dostoevskij e al Candid di Voltaire. Come una fiaba, Lazzaro felice prevede misteri, incoerenze, ritorni straordinari e una netta distinzione tra bene e male – dice la regista – ma resta ancorato alla realtà, a un passato relativamente recente”. Forte è la dimensione spirituale del film, “permeato da un senso religioso arcaico”. La storia di San Francesco e il Lupo è ispirata al libro per bambini di Chiara Frugoni. Di Lazzari Alice dice di averne incontrati tanti. “Sono gli ultimi tra gli ultimi, quelli che si mettono sempre in ultima fila per non disturbare, che non giudicano mai gli altri, ma nutrono una fiducia incondizionata nel prossimo, anche se questo non li salva dagli errori e dalle cattive azioni. Lazzaro però non cambia perché rappresenta la possibilità degli uomini di essere buoni. Ho scelto dei meccanismi narrativi classici per poi rompere tutto e fare un film bislacco, libero, così come mi è venuto”.