“Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar”: 5 buone ragioni per non perderlo secondo il cast

Difficilmente si è visto Johnny Depp così nostalgico. Con il film I pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar si conclude una fase della sua vita lunga quattordici anni. Ha abbracciato l’avventura del capitan Jack Sparrow per l’intera durata della sua relazione con Vanessa Paradis, quando il secondogenito Jack era appena nato e sceglieva i progetti che poi avrebbe voluto far vedere ai figli. Da quando quel primo capitolo gli ha regalato una nomination agli Oscar gli è successo di tutto, compreso il matrimonio-lampo con Amber Heard.

Forse per questo la voce gli si è incrinata fino alle lacrime quando ha presentato quest’ultimo viaggio della saga sul parco di Disneyland Paris: “Qui, in Francia – ha detto – ho lasciato una parte del mio cuore, ci ho vissuto per un po’ ed è stato il primo posto dove mi sia mai sentito a casa, anzi lo è ancora per certi versi e sono felice che la première europea di questa pellicola si svolga proprio nella sua capitale e per giunta con un cast tanto eccezionale”.

Mano sul petto, anche Orlando Bloom giura che è Parigi il luogo più magico al mondo e che non vorrebbe essere altrove, emozionato almeno quanto il collega per un viaggio iniziato poco più che ventenne dopo Il signore degli anelli e concluso (forse) ora che è adulto e padre, proprio come il suo personaggio, Will Turner, che in questo capitolo deve fare i conti con un’eredità delicata su cui pende una tremenda maledizione. Ad interpretare suo figlio Henry c’è Brenton Thwaites (The Giver), che nella realtà è un papà giovanissimo e non riesce a contenere l’entusiasmo di stare fianco a fianco con quelli che definisce “i suoi idoli”. La nuova generazione piratesca include anche Kaya Scodelario (Maze Runner), nei panni dell’impavida astronoma Carima: “Chi l’avrebbe mai detto che avrei diviso il set con così tanti miti di Hollywood?”. Lovestory, action, fantasy e persino una punta di horror: per il gran finale Johnny Depp ha riservato una miscela esplosiva di generi capace di stupire, emozionare e persino terrorizzare il pubblico.

Ecco le cinque buoni ragioni raccomandate dal cast per non perdere il film al cinema!

UNO: JAVIER BARDEM, CHE VILLAIN: Il pirata più temuto dei sette mari si chiama Armando Salazar e ha le sembianze del Premio Oscar Javier Bardem. La sua ciurma è vittima di una maledizione che costringe tutti ad una condizione di non-morti, mentre vagano perennemente sott’acqua terrorizzando chiunque. Niente, però, è come sembra: “Non ho visto l’acqua neppure per mezzo secondo!”. E ridendo aggiunge: “Abbiamo girato in Australia, ma tutto con il green screen perché sono state costruite dieci navi a grandezza naturale e coreografarne le battaglie al largo sarebbe stato complicato. E pensare che per il film precedente, quello a cui ha preso parte mia moglie Penelope Cruz, è stato interamente girato in mare, alle Hawaii…”.

DUE: GEOFFREY RUSH, PIRATA PIGRONE: Un altro Premio Oscar, Geoffrey Rush, spaventa con il proprio equipaggio qualunque nave gli capiti a tiro, nei panni compiaciuti del capitan Barbossa, ambiguo, volubile e pericolosissimo. Lo ritroviamo comodamente disteso nella sua cabina mentre mangia e beve a sazietà e ascolta musica con sovrana indifferenza: “Non ci sono più i pirati di una volta – sghignazza l’attore – e infatti io che sono cresciuto con il mito di Burt Lancaster e Il corsaro dell’isola verde mi accorgo benissimo che La vendetta di Salazar porta il mito ad un altro livello, con elementi soprannaturali e un umorismo incredibile. Aspettate di vedere cosa combina Jack Sparrow con la ghigliottina e capirete…”.

TRE: BRENTON THWAITES, IL NOVELLINO: L’ultimo arrivato nel cast de I pirati dei Caraibi si è inserito perfettamente nel gruppo, al punto che si presenta alle interviste con un teschio gigante per anello e uno stile rock da far invidia allo stesso Capitan Sparrow. Brenton Thwaites interpreta Henry, il figlio di Will Turner/Orlando Bloom, e da lui ha imparato moltissimo sul set: “Lo seguivo ovunque, facendogli mille domande. Sai che scocciatura? Ma non potevo fare a meno di ascoltare i racconti sulle riprese dei film precedenti, totalmente rapito da quegli aneddoti. La mia scena preferita è quando siamo tutti riuniti sulla nave, la ciurma di Jack e i mostri spagnoli di Salazar. Mi sono guardato intorno e continuavo a ripetere “Wow!” e a pensare: “Chi l’avrebbe mai detto? Quando è uscito il trailer del primo film ero un bambino e, pur sognando di diventare pirata, non avrei potuto immaginare che sarebbe successo…”.

QUATTRO: JOHNNY, PRINCIPE COMBINAGUAI?: Questo quinto capitolo è affidato alla coppia di registi quarantenni formata da Espen Sandberg ed Joachim Ronning che portano nel franchise una ventata di aria fresca. E rassicurano che le presunte polemiche sul comportamento da divo di Johnny Depp sul set sono frutto dell’immaginazione di qualche reporter fantasioso: “Non solo abbiamo finito in tempo i ciak ma abbiamo speso meno del previsto per il budget di produzione. Johnny è un principe – dicono – e abbiamo trascorso momenti splendidi durante le riprese perché ha trasmesso a tutti la sua energia incredibile da genio della commedia. Per darvi un’idea: quando la mattina arrivava al trucco abbracciava tutti per iniziare insieme la giornata”.

CINQUE: BYE KEITH, BENVENUTO PAUL: Che ci fa uno dei Beatles nella ciurma dei Pirati dei Caraibi? Paul McCartney ha accettato immediatamente di prendere parte al progetto: “A Keith Richards dei Rolling Stones – hanno raccontato i registi a Parigi – non è stato possibile tornare sul set a causa di un impegno precedente, così abbiamo coinvolto Paul, a cui il produttore Jerry Bruckheimer ha mandato un sms. Si sono scritti un paio d’ore dopo e in pochi giorni l’accordo era fatto. Ha trascorso un giorno sul set da vero professionista, conoscendo perfettamente le battute e abbracciando un look davvero surreale. Quando ha iniziato a cantare una canzone a cappella è calato un silenzio carico di venerazione. Se non è magia questa…”.

Alessandra De Tommasi