Suburra 3, Alessandro Borghi: “Spadino e Aureliano dipendenti l’uno dall’altro, la considero una storia d’amore”

La terza e ultima stagione di Suburra disponibile su Netflix dal 30 ottobre.

Salutare un progetto importante come quello di Suburra non è stato facile per i protagonisti che ne hanno preso parte. Ce lo hanno raccontato loro stessi nel corso della conferenza stampa della terza stagione, in arrivo a partire dal prossimo 30 ottobre su Netflix.

Alessandro Borghi
«Un’esperienza come quella di Suburra ti lascia delle cose e se ne porta via delle altre. Si porta via i costumi, le macchine di scena, i luoghi. Però ti lascia la cosa più bella: i legami. Legami che hanno forgiato la mia vita professionale e privata. L’ultimo giorno di set è stato molto triste, io e Giacomo ci siamo commossi. Quando sono arrivato quattro anni fa ero un ragazzetto che cercava di dimostrare qualcosa, adesso ci lasciamo tutti con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di veramente bello». 

Giacomo Ferrara
«Ciò che mi è rimasto di più sono i rapporti umani. Si è creata una grande famiglia, anche con i tecnici dietro la macchina da presa. Spadino è un personaggio al quale sono tremendamente affezionato, abbiamo camminato insieme per 6 anni, a partire dal film fino alle 3 stagioni della serie. Ho provato tanta emozione nel salutare Suburra che è e rimarrà un pezzo di cuore».

Carlotta Antonelli
«È stato un lungo percorso, cominciato con tanta paura e insicurezza. Il mio personaggio entra nella storia a gamba tesa, tenere un ritmo elevato in tutte le stagioni è stata una grande e faticosa sfida. Interpretare Angelica mi ha fatto scoprire una cultura sconosciuta, mi ha arricchito. Ho iniziato questo percorso come la “moglie di Spadino” mentre adesso lo finisco da Angelica». 

Federica Sabatini
«Quest’esperienza mi ha lasciato un cuore pieno. Quando sono arrivata nella seconda stagione sono riuscita ad entrare in una famiglia già formata, ma tutti mi hanno fatta sentire accolta fin da subito e questo ha aiutato. Anche io ho iniziato con tanta paura, per me è l’esperienza lavorativa più importante che abbia fatto finora. Ho dovuto alzare l’asticella per essere all’altezza». 

Alessandro Borghi sul personaggio di Aureliano:

«Il personaggio è cominciato con il film. Dal film siamo dovuti andare indietro per poi ricominciare ad andare avanti. Non è stato facile. Io stesso dovevo convincermi di sembrare più giovane di prima, sia emotivamente che fisicamente. Aureliano, come Spadino e Lele, cercava un suo posto, tutti e tre avevano conflitti comuni. Mano mano ottengono potere e poi si ritrovano a gestirlo. La terza stagione ha avuto un sapore particolare. I personaggi sono raccontati nel profondo, Arnaldo  [Catinari, il regista] ci ha seguito, sapeva benissimo dove andare a spingere, anche in un arco temporale più stretto».

Aureliano e Spadino sono tra i personaggi più amati della serie, soprattutto per ciò che ci ha fatto vedere l’evoluzione del loro rapporto. Ecco cosa ne pensano i due attori:

Ferrara: «Mi ricordo esattamente la prima volta che ho conosciuto Alessandro al provino del film di Suburra. C’è stata subito un’alchimia particolare tra di noi, ci capivamo al volo in scena. Ripensando a questa stagione, credo che abbiamo creato due personaggi che si vogliono davvero tanto bene e la cosa si vede». 

Borghi: «C’è un grande merito editoriale in tutto ciò. Rendere Spadino omossessuale è stato un atto di coraggio, gli autori sono usciti fuori dagli schemi. Io un’amicizia come la loro la considero a tutti gli effetti una storia d’amore, non faccio distinzioni. Sono due personaggi che diventano dipendenti l’uno dall’altro e secondo me è una delle trame più importanti di questa 3° stagione».

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