The Informer, il poliziesco teso e livido con Joel Kinnaman, Rosamund Pike e Clive Owen

THE INFORMER

The Informer GB, 2019 Regia Andrea Di Stefano Interpreti Ana de Armas, Rosamund Pike, Joel Kinnaman Distribuzione Adler Entertainment Durata 1h e 53′

In sala dal 17 ottobre

LA STORIA – Ex militare di truppa scelta, Pete sta lavorando da tempo sotto copertura per l’FBI, per incastrare una spietata banda di polacchi trapiantati a New York. Quando però nel corso di un’operazione, un agente in incognito viene assassinato davanti ai suoi occhi, Pete è abbandonato a se stesso e obbligato dal proprio inconsapevole boss a inscenare un’aggressione all’amatissima moglie (nonché madre dell’altrettanto amatissima figlia) per farsi rinchiudere in un carcere di massima sicurezza. Lì dovrà districarsi tra gang rivali, sperare che il suo ex “lavoro” alternativo di spia non venga scoperto e salvarsi la vita. Intanto un poliziotto che sta indagando sull’omicidio del collega, è sulle sue tracce e comincia a intuire che forse dietro a quell’apparente incallito criminale freddo che sta braccando, si nasconde qualcosa d’altro, di molto poco chiaro.

L’OPINIONE – The Informer nasce da un congegnatissimo thriller svedese di Anders Roslund e Borge Hellstrom, Tre secondi (collana Stile libero, Einaudi), ma di questo giallo avvincente è rimasto solo lo scheletro, quasi tutto è cambiato. A cominciare dalla location, con il trasloco dalla Svezia (con l’inevitabile esclusione di tutte le sue dinamiche etiche e legali) a New York e quindi con la ricalibratura dei ruoli e dello sviluppo della trama.

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Ad esempio sfuma il ruolo del poliziotto che intuisce la situazione del protagonista e ne diventa quasi un alleato – nel libro è il commissario Grens – con la sua funzione che in qualche modo viene spartita tra un poliziotto black intepretato dal rapper Common (che peraltro conserva qualcosa del Grens libresco, nome compreso) e una agente dell’FBI che ha il volto sofferto e intenso di Rosamund Pike. Comunque, anche così, anche se sparisce la suspence relativa ai “tre secondi” citati anche nel sottotitolo, il poliziesco scorre mantenendosi teso e livido come si confà alle ultime generazioni del genere.

 

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Between power, corruption, and vengeance, every moment could be his last. Check out the Official Trailer for #TheInformerFilm – in theaters everywhere this August.

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E se Joel Kinnaman (Suicide Squad, Altered Carbon), ormai volto diremmo deputato per i gialli from Scandinavia (visto che è nato a Stoccolma ed è conosciuto – appunto – anche per Millennium – Uomini che odiano le donne e The Killing) è un ottimo duro con retrogusto dolente, la regia di Andrea Di Stefano (eh sì, è quell’attore che quasi esordì con Bellocchio in Il principe di Homburg e che ora replica da regista dopo il tutt’altro che disprezzabile Escobar con Benicio Del Toro) mantiene la barra dritta sul poliziesco adulto, tutto trama e psicologia, senza sbracamenti sanguinolenti, battutacce testosteroniche o effetti speciali da action da baraccone.