Trieste Science+Fiction Festival: la fantascienza italiana parte da Go Home

C’è spazio anche per la fantascienza italiana al Trieste Science+Fiction Festival, in corso fino al 4 novembre a Trieste. Nella sezione Spazio Italia, dedicata alle produzioni fantastiche e fantascientifiche made in Italy, tra cortometraggi e film in anteprima, abbiamo visto oggi Go Home – A casa loro di Luna Gualani. Dopo il video del primo giorno di festival, la recensione di Massimo Lastrucci!

 

GO HOME – A CASA LORO: LA RECENSIONE

IL FATTO – A cosa si riferisce il titolo? Sicuramente ai disperati richiedenti asilo asserragliati in un fatiscente centro accoglienza, mentre un gruppo di fascisti sbraita i soliti slogan “sovranisti”. Ma come tornare, quando quella zona di periferia romana viene improvvisamente invasa da “mandrie di zombie” (grazie Walking Dead!!!) che divorano tutto e tutti senza distinzione? Enrico, uno dei manifestanti, trova rifugio proprio tra i baraccati africani e mediorientali, tacendo la sua fede tamarro-razzista. Lì comincerà a sperimentare una diffidente convivenza tra ragazzini spaventati e adulti che non sanno che fare (“se sono già morti, come si uccidono gli zombi?”), con il cibo che scarseggia e, appena fuori, tanti cadaveri che camminano che aspettano il loro pasto.

L’OPINIONE – “Nulla è così duro a morire, nulla si riprende così spesso come l’intolleranza”– è la frase incorniciata in apertura di Henry Ward Beecher (politico abolizionista americano) che introduce questo film di Luna Gualano, curioso e inevitabilmente riuscito a sprizzi e sprazzi (e comunque, dato un budget che si suppone non propriamente elevato, va bene così). Notevoli ambientazione, fotografia e i make up, musiche incongruamente folk (ma piuttosto interessanti se contestualizzate), recitazione volonterosa da parte di entusiasti non professionisti di tutte le fedi che han preso parte a uno workshop gratuito (però si nota la sospetta fragilità e vigliaccheria del protagonista Antonio Bannò, mentre il capo agitatore è interpretato da Giuliano Leone, nella vita membro attivo di Radio Rock). La scrittura alterna la costruzione di scene drammatiche piuttosto valide a una farraginosità da messaggio predestinato. La metafora è scoperta (alla Romero), la simpatia anche. Presentato al Festival di Roma, sezione Alice nella città, rivive zombescamente al Trieste Science+Fiction Festival. Un buon inizio.