Baby 2, Benedetta Porcaroli e Alice Pagani: «Le adolescenti si identificano in noi»

«Il cinema non deve insegnare e non deve educare. Il sesso in adolescenza è la prima scoperta che cambia completamente i parametri. Chiara manifesta la sua libertà e trova una via di uscita dall’ipocrisia in cui si sente sempre costretta a vivere. Il mondo si aspetta qualcosa da lei, ma lei non sa cosa restituire. L’equivoco di questa seconda stagione sta proprio nel capire se Chiara interpreta un personaggio o è davvero la manifestazione di se stessa». Benedetta Porcaroli che in Baby, su Netflix con la seconda stagione da venerdì, interpreta Chiara, sa bene che il suo personaggio non può essere un esempio positivo per le adolescenti, ma nemmeno una ragazza da demonizzare.
«Quasi tutti gli adolescenti si identificano con almeno uno di noi, per questo Baby piace molto – aggiunge Alice Pagani che interpreta LudovicaHo ricevuto molti messaggi anche da parte di qualche ragazza con esperienze drammatiche alle spalle, molte si sono riviste nelle nostre emozioni e si sono sentite capite, ho una responsabilità molto grande, mi seguono sui social e so che per loro sono punto riferimento».
Alla sua seconda stagione Baby, diretta da Andrea De Sica e Letizia Lamartire, supera il  cliché delle “squillo” dei Parioli e si infila nella testa di adolescenti e genitori costretti a fare i conti con un mal di vivere troppo grande da gestire. «Ludo vive nel suo mondo fantastico, non vive nella realtà – aggiunge la Pagani – per questo porta Benedetta nella sua realtà parallela».
Ma non è il sesso la portata principale di questa seconda stagione di una serie che su Netflix nelle prime quattro settimane di programmazione ha potuto contare su dieci milioni di account sintonizzati. «Rispetto ad altre serie teen come Elite, in Baby il sesso è abbastanza marginale – sottolinea De Sica –  La nostra non è una serie  spinta, ha un grande contegno, non c’è enfatizzazione del sesso, ma scava sul drammatico umano di questi personaggi». Motivo per cui, al di là dell’ambientazione romana, Baby ha trovato fan anche all’estero. «Noi non raccontiamo la Roma del Colosseo e della malavita, ma ci spostiamo in una dimensione più ambigua – sottolinea il regista – Non parliamo dei pariolini “stronzi” ma di ragazzi con cui empatizzi sia che vivi a Roma, a Parigi o a San Francisco».
E se gli adolescenti vivono il loro dramma quotidiano tra le mure scolastiche, gli adulti cercano di barcamenarsi in quelle domestiche, spesso troppo strette per contenere tutti. E la famiglia ne esce con le ossa rotte, non più il rifugio di consolazione per i ragazzi, ma la causa principale dei loro problemi. «Nella prima stagione la mia Simonetta, madre di Ludovica mi sembrava una donna sbagliata, asociale, senza amici, e in quella solitudine poteva fare degli errori, però mi stava simpatica – ammette Isabella Ferrari –  Ma in questa seconda serie lei scopre che la figlia è una baby squillo e si volta dall’altra parte. E’ una roba su cui umanamente non ci posso stare, ma da attrice ne sono affascinata».
Per Claudia Pandolfi, nella serie la prof. di ginnastica che ha una storia con uno dei suoi alunni Niccolò (Lorenzo Zurzolo) non è la famiglia la causa di ogni guaio. «La mia famiglia è stata strutturata e solida,  gli errori che ho fatto li ho scelti io». Nella seconda stagione entrano nel cast anche Thomas Trabacchi e Max Tortora e tornano Riccardo Mandolini (Damiano), Brando Pacitto (Fabio), Mirko Trovato (Brando), Giuseppe Maggio (Fiore), Massimo Poggio (Arturo), Tommaso Ragno (Fedeli), Galatea Ranzi (Elsa), Mehdi Nebbou (Khalid) e Chabeli Sastre Gonzalez (Camilla) .
Tiziana Leone